Ceta - Dichiarazione del Ministro Carlo Calenda

Martedì, 05 Luglio 2016

La decisione, senza precedenti, della Commissione Europea di portare in approvazione l’accordo con il Canada come accordo misto e pertanto sottoporlo alla ratifica di circa 38 assemblee parlamentari degli Stati Membri rappresenta un ulteriore danno alla costruzione europea e un decisivo passo verso lo stallo della politica commerciale dell’Unione. L’Italia si era detta pronta ad appoggiare un processo di approvazione europeo che avrebbe dovuto prevedere il voto favorevole del Consiglio e del Parlamento Europeo. Un processo pienamente democratico, previsto dai trattati. Le assemblee parlamentari nazionali sarebbero state, anche in questo caso, pienamente legittimate a dibattere i contenuti del CETA prima della decisione del Consiglio e a dare indicazioni ai Governi circa la posizione da tenere in quella sede. L’accordo con il Canada è il migliore mai siglato dall’Unione Europea e contiene tra l’altro il riconoscimento delle più importanti DOP e IGP italiane e un ampio accesso al mercato degli appalti pubblici e dei servizi; entrambi obiettivi non ancora raggiunti nel negoziato con gli USA. Ora il processo di ratifica dell’accordo potrà prendere anni e basterà il voto negativo di una assemblea parlamentare nazionale per farlo cadere. C’è da domandarsi come l’Europa potrà ancora essere considerata un partner negoziale credibile. Ed è davvero un segnale preoccupante che la Commissione ceda alle pressioni degli stati membri rinunciando alle proprie prerogative e affermando, nello stesso momento, che la natura giuridica dell’accordo è “EU only” ma che non ha la forza di presentarlo come tale agli stati membri.

 


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