Verbale di riunione - Albertini

In data 18 febbraio 2016 ha avuto luogo presso il Mise una riunione in merito alla situazione della società Albertini Cesare Spa.

Alla riunione erano presenti:

  • per il Mise il Dott. Giampietro Castano (Responsabile della Unità gestione Vertenze del Mise) e la Dott.ssa Silvia Bellato della UGV;
  • per il Ministero del Lavoro la Dott.ssa Maria Antonietta Naitana (funzionaria div. IV – Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e Incentivi all’occupazione);
  • per la Regione Lombardia il Dott. Fulvio Matone;
  • per la Albertini Cesare Spa il Dott. Fulvio Giangrande (Consulente), l’Ing. Andrea Bergonzini (Responsabile Commerciale) e il Dott. Fabio Cavallari (Risorse Umane);
  • le OO. SS. e RSU FIM, FIOM e UILM.

Facendo seguito al precedente incontro del 26 Gennaio 2016 il Mise ha chiesto ai rappresentanti della Albertini di illustrare il piano industriale 2016-2018.

La Società tramite i suoi rappresentanti ha dichiarato quanto segue:

  • il fatturato della Albertini è passato dai quasi 100 milioni di euro del 2014 ai 78 milioni del 2015 e il budget per il 2016 ammonta a 65 milioni di euro; la mancata acquisizione di nuovi contratti nel periodo 2013-2014 ha portato a rivedere la stime del fatturato al ribasso;
  • per quanto riguarda l’aspetto commerciale sono state avviate trattative i cui eventuali sviluppi si potranno vedere solo nel prossimo biennio-triennio dato che nel settore della pressofusione dell’alluminio (nel quale Albertini gode di buona fama) i contratti per divenire operativi necessitano di un periodo di gestazione di circa 2 anni;
  • L’Ing. De Angelis non ha potuto presenziare al tavolo per la necessità di gestire direttamente alcune questioni commerciali in altra sede;
  • nel piano industriale sono inseriti sia alcuni progetti già acquisiti che altri in fase di definizione;
  • molti clienti in passato hanno attribuito alla Albertini lo stato di fornitore non “affidabile” e questo essenzialmente per motivi di liquidità. La condizione per uscire da tale stato è poter contare per due anni consecutivi su un bilancio positivo documentato da una revisione (il bilancio 2014 non conta); la Società si è quindi concentrata, a seguito della acquisizione dalla Amministrazione Controllata, sui clienti con i quali è stato possibile proseguire una relazione commerciale;
  • esiste un problema di qualità serio ed è necessario che la società compia un salto di qualità in tal senso;
  • nel recente audit di Bosch la Albertini è stata catalogata come fornitore C (fornitore critico), il contratto con Bosch scadrà a fine del 2016 e nonostante la C ottenuta la Albertini non ha alternative e mira ad ottenere il rinnovo del contratto;
  • la società deve focalizzarsi su pezzi complicati e con lavorazioni estreme perché in quella nicchia può essere competitiva e innalzare la qualità;
  • attualmente la Albertini ha in organico 591 persone ripartite tra Cormano (117), Quero (119) , Villasanta (319), Turate (36);
  • in conseguenza della chiusura della sede di Cormano il personale sarà riallocato nelle 3 sedi attualmente produttive e questo in funzione dei profili professionali che possono essere utilizzati nel ciclo produttivo attuale e futuro;
  • tra il 2016 e il 2018 è prevista l’uscita di 37 pensionandi;
  • la società chiede di innalzare la percentuale di utilizzo della CIGS al 70% per tutti i siti produttivi;
  • per riportare la società in pareggio servono tra le 380 e le 400 unità in organico e la Società vorrebbe avviare nel secondo trimestre del 2016 un piano di uscite volontarie e incentivate;
  • le mutazioni rispetto al piano iniziale sono essenzialmente dovute al fatto che non è stato possibile riprendere il rapporto commerciale con un importante cliente francese che avrebbe potuto garantire le condizioni per una piena occupazione.

 

Gli interventi dei rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e delle RSU sono riassunti nei punti che seguono:

  • l’importo di 1.5 milione stanziato dalla Albertini quale fondo per la riorganizzazione aziendale non è accettabile;
  • prevedere il 70% della cassa su tutti i siti e complicato e non si possano toccare le percentuali se prima non si procede con una operazione sulla mobilità volontaria;
  • la Albertini non solo non ha creato prodotti nuovi ma ne ha persi alcuni in questi anni;
  • esiste una diffusa preoccupazione per il prossimo futuro e per i ritardi nella corresponsione degli stipendi;
  • è necessario verificare, possibilmente tramite una commissione bilaterale, gli investimenti fatti dalla società;
  • sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere come si struttura il piano industriale nei diversi stabilimenti e per comprendere la missione di ciascun sito;
  • non sono stati fatti dalla Albertini investimenti;
  • è necessario chiarire il futuro dell’attrezzeria.

 

La funzionaria del Ministero del Lavoro ha dichiarato che prima di discutere del futuro utilizzo degli ammortizzatori sociali è necessario chiudere il periodo in corso. Il Ministero del Lavoro ha approvato un programma di 24 mesi di cui ha autorizzato il primo semestre, in seguito sono state fatte delle verifiche ispettive che il Ministero del Lavoro ha acquisito ma che non sono state esaustive e sono pertanto in corso di definizione ulteriori accertamenti. Gli investimenti della Società non risultano essere in linea con le previsioni iniziali e i percorsi formativi sono iniziati con un po’ di ritardo. Se il Ministero del Lavoro acquisirà gli aggiornamenti necessari si concluderanno anche il primo e il secondo anno di cassa e, in merito alla eventuale prosecuzione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali rispetto al decreto legislativo 148, il piano andrà rivisto a settembre 2016 e ci sono quindi alcuni mesi a disposizione per fare tali valutazioni.

L’ azienda ha concluso il proprio intervento dichiarando che nel precedente incontro l’Ing De Angelis aveva presentato la situazione aziendale anticipando che nei prossimi anni ci sarà un problema importante da gestire con la mobilità volontaria e ha ricordato che nonostante alcune variazioni nel piano l’ azienda ha comunque continuato a produrre ed è una delle quattro maggiori pressofusioni a livello europeo. Per quanto riguarda l’attrezzeria essa non è più conveniente e la società è alla ricerca di un soggetto esterno con cui gestirla.

La Regione ha affermato che la sostenibilità del piano presentato dalla Albertini è molto bassa e ha chiesto che vengano evitate le tensioni gestendo le relazioni con i soggetti coinvolti nella maniera più opportuna ricordando che al momento dell’acquisto dall’ Amministrazione controllata la tenuta sociale che avrebbe dovuto garantire il piano di subentro della Albertini è stata determinante nella scelta dell’acquirente finale.

Il Dott. Castano ha concluso l’incontro affermando che la situazione attuale è di difficoltà, il piano industriale presentato non convince e desta delle perplessità. Il Mise non intende rivangare il passato, anche se una riflessione andrà fatta, e non intende demonizzare l’azienda dato che si confida in un futuro positivo nonostante dal piano presentato in riunione non si intravedano nuove iniziative e quelle vecchie appaiano in difficoltà. E’ pertanto necessario capire come tutelare l’iniziativa imprenditoriale della Albertini e a tal fine si ritiene necessario un confronto serio con la proprietà per comprenderne il disegno. Il Mise si attiverà nelle ore successive all’incontro per organizzare un incontro con la proprietà a valle del quale sarà riconvocato il tavolo plenario.

 

 

 




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