Etichettatura alimentare

In evidenza

Il 19 novembre 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 269, il decreto 1 ottobre 2018, n. 131 recante la disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell'adozione della dicitura «pane conservato».

Il provvedimento, che entrerà in vigore il 19.12.2018, è attuativo dell’art. 4 del decreto legge 4 luglio 2006 n.223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006 n.248, e disciplina la denominazione di “panificio”; la denominazione di “pane fresco”; l’adozione della dicitura di pane conservato con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo.

Le violazioni delle sue disposizioni sono sanzionabili dal decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231.

L'etichettatura alimentare è disciplinata dal Regolamento europeo 1169/2011.

Le principali novità del Regolamento, in vigore dal 2011, sono riportate di seguito.

  • Al fine di migliorare la leggibilità delle informazioni fornite nelle etichette, viene stabilita una dimensione minima dei caratteri per le indicazioni obbligatorie, fissata in 1,2 mm (eccetto confezioni < 80 cm2 –minimo 0,9 mm)
  • L’etichetta nutrizionale diviene obbligatoria a partire dal 13 dicembre 2016 per quanto riguarda la dichiarazione del contenuto calorico (energia), i grassi, i grassi saturi, i carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale, espressi come quantità per 100g o per 100 ml o per porzione
  • Gli ingrediente o coadiuvanti che provochino allergie devono figurare nell’elenco degli ingredienti con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza definita come allergene. Inoltre l'allergene deve essere evidenziato attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri, per dimensioni, stile o colore di sfondo
  • L’elenco dei nanomateriali impiegati va inserito fra gli ingredienti
  • Anche per i prodotti alimentari non preimballati venduti nel commercio al dettaglio e nei punti di ristoro collettivo occorre riportare le indicazioni sugli ingredienti allergenici
  • L’indicazione di origine per le carni fresche suine, ovine, caprine e di volatili diviene obbligatoria a partire da aprile 2015
  • Nel caso di vendita online o a distanza del prodotto alimentare, la maggior parte delle informazioni obbligatorie sull’etichetta deve essere fornita prima dell’acquisto
  • Il tipo di oli e grassi utilizzati dovrà essere specificato tra gli ingredienti, e non saranno dunque più sufficienti le indicazioni generiche di «oli vegetali» o «grassi vegetali»
  • Viene individuato il soggetto responsabile della presenza e della correttezza delle informazioni sugli alimenti, cioè l’operatore con il cui nome o ragione sociale il prodotto è commercializzato, o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione
  • Ulteriori prescrizioni riguardano prodotti scongelati, tagli di carne o pesce combinati ed ingredienti sostitutivi

Prima del 2011 l'etichettatura era disciplinata dal decreto legislativo 109/1992, di cui sono rimaste attualmente operative solo alcune disposizioni (vedi Circolari).

Le sanzioni nazionali saranno ridefinite con un prossimo decreto legislativo.

 

Regolamento europeo

Chiarimenti e risposte ai quesiti

 

Normativa nazionale

L'8 febbraio 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 32, il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015»”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore il 9.05.2018, provvede a sanzionare le violazione alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 e ad adeguare le disposizioni del D.Lgs. n. 109/1992 alla normativa comunitaria disponendo, in particolare a tutela del consumatore, le modalità di indicazione obbligatoria degli allergeni per i prodotti non preimballati e per gli alimenti serviti dalle collettività.

 

Circolari 

 

Note informative

Di seguito, le note informative trasmesse agli operatori tramite le Associazioni di categoria.

 

Comunicazioni e relazioni della Commissione

Focus

Per maggiori informazioni è possibile consultare direttamente la pagina della Commissione europea dedicata alla normativa sulle etichettature alimentari (in inglese)

Le comunicazioni riportate di seguito, elaborate nell'ambito dei lavori dedicati agli sviluppi del Regolamento sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Reg. UE n. 1169/2011),  rappresentano i riferimenti ufficiali per le problematiche trattate.

I documenti riflettono le discussioni svolte dalla Direzione Generale della Salute e della Sicurezza Alimentare (DG SANTE) della Commissione con gli esperti degli Stati membri.

  • Relazione su latte e carne del 20 maggio 2015  - COM (2015) 205 final
    • indicazione obbligatoria del paese di origine o del luogo di provenienza per il latte
    • latte usato quale ingrediente di prodotti lattiero-caseari
    • tipi di carni diverse dalle carni della specie bovina, suina, ovina, caprina e dalle carni di volatili
  • Relazione sul paese d'origine o luogo di provenienza - COM (2015) 204 final
    • indicazione obbligatoria del paese d'origine o del luogo di provenienza degli alimenti non trasformati, dei prodotti a base di un unico ingrediente e degli ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento.

 

Rettifiche

  • Grano (tra cui farro e grano khorasan). La Commissione europea ha pubblicato la rettifica della traduzione dell’articolo 1 del regolamento delegato (UE) n. 78/2014 della Commissione, del 22 novembre 2013, che modifica l’allegato II, punto 1 del regolamento (UE) n. 1169/2011. La frase “wheat (such as spelt and khorasan wheat)” è stata ora tradotta correttamente in italiano con “grano (tra cui farro e grano khorasan)”, in luogo dell’attuale traduzione “grano (farro e grano khorasan)”. Come correttamente risulta dalla versione inglese, infatti, il farro ed il grano khorasan sono solo due tra vari tipi di grano.

 

  • La Commissione europea ha pubblicato la rettifica della traduzione delle seguenti disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011:

    • viene sostituita l'espressione "preparazioni a base di carne" con l'espressione "preparazioni di carni", l'espressione "prodotti a base di pesce" con l'espressione "prodotti della pesca" e l'espressione "prodotti non trasformati a base di pesce congelati" con l'espressione "prodotti della pesca non trasformati congelati";
    • i termini "carne ricomposta" e " pesce ricomposto" con "costituito da parti di carne" e "costituito da parti di pesce"; 
    • il termine "glassa" con il termine "glassatura";
    • il termine "etichetta" con il termine "etichettatura";
    • la sigla inglese "NRVs" con la sigla italiana "VNR" Valori Nutritivi di Riferimento.



Per maggiori informazioni

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018

 

 



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