Di Maio interviene al Business Summit Wide Opportunities World

Venerdì, 23 Novembre 2018

Online il video dell'intervento

Il Ministro Luigi Di Maio è intervenuto oggi a Milano al Business Summit Wide Opportunities World.

Di seguito il testo dell'intervento.


Grazie a tutti di essere qui, grazie per l'invito.

Per me è un piacere intervenire a questo evento per parlare di innovazione, di misure previste a medio e lungo termine, di una visione di Paese.

Soprattutto vorrei cercare di rappresentare qual è la visione di un Ministero che mette insieme Sviluppo economico e Lavoro, in un’epoca in cui i lavori si stanno trasformando, le imprese devono ottimizzare i processi per migliorare e aumentare la produttività e lo Stato deve preoccuparsi di seguire questo processo di transizione.

È chiaro che siamo abituati ad affrontare la parola innovazione legandola a dei singoli progressi tecnologici che sono stati compiuti dal nostro Paese in questi anni.

Quando affronto il tema dell'innovazione come Ministro del Lavoro penso a uno studio commissionato qualche anno fa dal Ministero, con dei dati che ci dicono come entro il 2025 il 60% delle professioni in Italia si trasformerà e il 20% di queste professioni sparirà. Tutti vedono in questi dati una minaccia, anche perché il cambiamento disorienta sempre. Non c'è, però, alcuna minaccia da parte dell'innovazione tecnologica nei confronti delle professioni e nei confronti delle imprese. È semplicemente una fase del mondo e dell'Occidente che possiamo decidere di cavalcare o possiamo decidere di subire. Tra la prima rivoluzione agraria e la rivoluzione industriale sono passati circa diecimila anni, tra quella industriale e questa digitale poco più di cento anni. È chiaro che il tempo è il fattore che noi dobbiamo tenere ben presente per evitare che queste professioni e i processi produttivi si trasformino così velocemente da lasciare troppe persone indietro. Oggi abbiamo delle grandi sfide tecnologiche da affrontare: entro il 2025 il 50% delle professioni saranno creative.

Questo 50% di professioni devono essere, pertanto, al centro dei processi di formazione della manodopera e di riqualificazione in Italia. Per questo motivo, da Ministro dello Sviluppo economico, sono impegnato a colmare il gap che come Paese abbiamo trovato sul tema dell'innovazione, mettendo a disposizione di imprese e lavoratori strumenti utili ad affrontare l'era in cui viviamo.

Il primo strumento è uno sgravio, inserito nella Legge di bilancio, di oltre 40mila euro per ogni impresa che nei prossimi anni assumerà un manager dell'innovazione. Questo perché le piccole e medie hanno bisogno, soprattutto in questo momento, di una regia in ogni azienda per affrontare i processi di digitalizzazione e trasformazione digitale.

Il secondo riguarda invece la decisione di far aderire il nostro Paese a delle partnership europee sulla blockchain e sull'intelligenza artificiale, da cui l'Italia era rimasta finora fuori. Il MiSE ha, inoltre, previsto nella nuova legge di bilancio un fondo da 50 milioni di euro per le spese in innovazioni, sia della blockchain che dell'intelligenza artificiale.

Sulla blockchain abbiamo lanciato una call for expert che ha visto arrivare circa 400 domande da parte di varie professioni, che si sono proposti a partecipare alla formulazione del piano per l'Italia. E’ stato anche creato il Fondo per le sperimentazioni per la blockchain, con l’obiettivo di applicarla nei primi mesi del 2019 ad alcune filiere del made in Italy per combattere la contraffazione.

Contemporaneamente stiamo lavorando al piano sull’intelligenza artificiale. Anche in questo caso è stata lanciata una call for expert che ha visto circa 200 adesioni, avviando il processo che porterà alla realizzazione del piano sull’intelligenza artificiale. In questo campo sarà fondamentale la collaborazione con l’Unione europea, a cui abbiamo chiesto prima di tutto di formulare insieme ai vari Stati europei delle regole etiche sull'intelligenza artificiale, poiché sarà un tema importante per i cittadini nei prossimi anni. Sull’argomento si dovrà realizzare inoltre una campagna di informazione sull’applicazione e il potenziale dell’intelligenza artificiale, rivolta sia ai cittadini che alle imprese. Con l’intelligenza artificiale si teme la perdita di posti di lavoro ma io credo che ci sarà solo una trasformazione: ci saranno macchine che sostituiranno gli uomini ma ci saranno anche uomini che dovranno progettarle, svilupparle e utilizzarle.

Un altro strumento messo in campo è il Fondo dei venture capital per le idee innovative che si chiamerà Fondo nazionale per l'innovazione, che nascerà il prossimo primo gennaio con una dotazione di un miliardo di euro. Soggetti che prima si combattevano per fare venture capital per lo Stato italiano, nonostante appartenessero al Governo, adesso potranno operare insieme in sinergia. La mia ambizione è di portare in Italia col venture capital anche start up innovative straniere. L'idea non è solo quella di rivolgersi al mercato interno ma di poter sviluppare degli hub dell'intelligenza artificiale e dell'innovazione, in ogni Comune, in ogni Città.

Oggi un nuovo boom economico può esserci se investiamo nelle autostrade del futuro che sono le autostrade digitali: il 5G, la banda ultralarga. Sul 5G, sia il pubblico che il privato, possono fare molto insieme. Si tratta infatti di una tecnologia che non riguarda solo il privato nel senso di utente singolo, riguarda anche nuovi processi dello Stato e delle aziende nel campo della
sanità pubblica, della pubblica amministrazione, dei servizi. Per questo motivo avremo profondo rispetto e grande cura dell'investimento che gli operatori di settore hanno fatto nell'asta del 5G, che è partita da una base di 2 miliardi ed è arrivata a 6 miliardi e mezzo. Tante aziende private hanno fatto grandi investimenti e faremo in modo che il processo del 5G e quindi dello sviluppo di questa tecnologia possa essere favorito rapidamente.

Quando sono arrivato al Ministero dello Sviluppo economico abbiamo scoperto che rischiavamo di perdere diversi milioni di euro di fondi europei che servivano per la realizzazione della banda ultralarga. Per evitare ciò abbiamo messo al lavoro un team di ingegneri, tecnici, esperti di pubblica amministrazione, che insieme agli enti locali è riuscito a rendicontare e recuperare tutti i fondi. Il progetto della banda ultralarga potrà quindi andare avanti senza il rischio di perdere i finanziamenti europei.

Nel mese di dicembre sarà varato dal Governo il decreto semplificazioni, che avrà effetti positivi per la produttività delle aziende. Avevo promesso 400 leggi inutili da abolire, perché il miglior modo per semplificare è non aggiungere nuove leggi, ma sottrarne all'ordinamento. Il decreto agirà sulle certificazioni per molte imprese, eliminando diverse decine di leggi inutili, ma soprattutto come semplificazione introducendo nell'ordinamento il valore legale della blockchain. Questo consentirà, sia al privato che al pubblico, un approccio molto più smart nello sviluppare queste tecnologie.

A volte mi si dice che sviluppando questi settori si rischia di accelerare il processo di distruzione dell'attuale tessuto produttivo e lavorativo del Paese. Non sono d'accordo, non dobbiamo assolutamente temere l’innovazione, anzi dobbiamo accelerare il processo perché "l'Italia - come diceva Enzo Ferrari - non avrà miniere, non avrà petrolio, ma può eccellere nella fantasia". Siamo il Paese più creativo in Europa, siamo il Paese che ha le migliori intelligenze nelle scuole, nelle università, ma anche nelle aziende e nelle startup. Non abbiamo nulla da invidiare ad altre Nazioni che hanno fatto molto sull'innovazione tecnologica. Dobbiamo soltanto colmare il gap ed è per questo che con il venture capital, con il Fondo sperimentale per la blockchain e l’intelligenza artificiale, ma soprattutto con la vostra collaborazione possiamo camminare a testa alta verso una nuova era, una nuova rivoluzione digitale e tecnologica. Tutti insieme possiamo far diventare l’Italia un Paese capofila in questo settore.


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