Il Ministro al Senato - Question time del 22 novembre 2018

Giovedì, 22 Novembre 2018

CETA ed energia idroelettrica

Di Maio al Senato

Il Ministro Luigi Di Maio è intervenuto al Question Time al Senato. Di seguito i testi delle sue risposte.


CETA

(risposta a interrogazione Sen. De Petris)

Le sue preoccupazioni sul CETA sono le stesse di questo Governo. La Task Force del Libero Scambio, istituita presso il MiSE nello scorso agosto, è un meccanismo di lavoro aperto al contributo di tutte le parti sociali volto a valutare, su base analitica e non pregiudiziale l'impatto dei trattati di libero scambio in fase di negoziazione o di ratifica da parte dell’Unione Europea. Resta nostro obiettivo dimostrare tutti i motivi per cui questo trattato, così come ci è stato proposto, non sia ratificabile. Abbiamo il dovere di tutelare innanzitutto gli agricoltori italiani, gli imprenditori che operano nella filiera agro-alimentare, la cui attività deve essere protetta, e i diritti dei consumatori italiani.

Gli studi del gruppo operativo saranno mirati a focalizzare sia i benefici che i picchi negativi degli accordi, essenzialmente a protezione delle fasce sociali più deboli, colpite dal processo di globalizzazione permettendo, in tal modo, al Governo di identificare il migliore approccio per rendere l'Italia più competitiva nel contesto internazionale, garantendo allo stesso tempo maggior equità e giustizia sociale.

La Task Force che si è riunita per la terza volta, come noto, martedì scorso al MiSE, è stata incentrata sul Trattato CETA e il dibattito si è focalizzato sulla tematica delle Indicazioni Geografiche, analizzando la tutela prevista nell’accordo, con lo scopo metodologico di avere sessioni speciali sul CETA, ognuna dedicata a un tema specifico del trattato.

In questa sede si è ritenuto di estendere la discussione in merito alla nuova normativa interna canadese in materia di Indicazioni Geografiche, che adotta i principi del CETA modificando il Trade Mark act canadese e che - consentendo di registrare con facilità nuove indicazioni non comprese già tra quelle protette dal Trattato - può offrire un ulteriore grado di tutela alle nostre Indicazioni Geografiche, nonché sulla possibilità esistente di presentare reclami contro le usurpazioni e le contraffazioni nel mercato canadese (sia di provenienza canadese che estera).

Nelle prossime settimane si terranno ulteriori sessioni su questo trattato e successivamente sui trattati di libero scambio, attualmente in fase di negoziazione anche avanzata da parte della UE.

In attesa dei risultati dei lavori della Task Force il Governo, così come previsto nel Contratto, si opporrà agli aspetti che comporteranno un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno. Siamo dalla parte degli agricoltori italiani e ovviamente dei consumatori che hanno il diritto di mangiare cibo sano e certificato. Così come è quindi, ripeto, il CETA non è ratificabile.

 


Energia idroelettrica

(risposta a interrogazione On.le Steger e altri)

Gli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dal 2012 sono stati caratterizzati da procedure di ammissione e di riconoscimento che garantiscono un meccanismo di controllo della spesa (sia in termini di tetto complessivo da non superare, che in termini di allocazioni annue a ciascuna tecnologia).

La bozza di provvedimento trasmessa dal MISE, l’8 novembre 2018, alla Conferenza unificata, per l'acquisizione del parere di competenza, mira a dare continuità all’installazione di nuova capacità rinnovabile, anche in considerazione dell’ambiziosa bozza di Piano Energia e Clima che stiamo redigendo, con il quale puntiamo a conseguire un raddoppio -in poco più di 10 anni- della produzione di energia rinnovabile. In questo contesto, in mancanza di un controllo della spesa per incentivi, si rischierebbe di gravare troppo sulle bollette energetiche delle famiglie e delle imprese.

Per questo abbiamo scelto, e questo vale per tutte le tecnologie e le dimensioni di impianto, di non prevedere più l’accesso diretto agli incentivi, ma di riconoscere l’incentivo solo ai progetti selezionati a seguito di procedure di asta o registro, attraverso l’utilizzo di criteri competitivi o requisiti di priorità. In questo modo, infatti, in caso di eccesso di domande, possono essere individuati gli impianti più meritevoli da un punto di vista ambientale o dell’efficienza (intesa quale rapporto tra spesa per incentivi e energia pulita prodotta).

E’ noto che, con specifico riferimento alla tecnologia idroelettrica, la bozza di decreto ammette ad incentivazione solo quegli impianti che non effettuano prelievi aggiuntivi dai corpi idrici oggetto di derivazione, ossia tutelare i fiumi, i laghi, i ruscelli, i torrenti e così via e consentirne uno sfruttamento che sia sostenibile. Una scelta fatta anche su richiesta del Ministero dell’Ambiente, che nasce dall’esigenza di garantire, anche sul piano dell’incentivazione, il rispetto della normativa UE in materia di tutela di laghi e fiumi, settore di particolare vulnerabilità, che vede l’Italia soggetta a diverse procedure di infrazione da parte della Commissione UE (per la violazione della cd. direttiva acque 2000/60/CE). La tutela dell’ambiente è per noi un valore irrinunciabile.

Bisogna anche ricordare le numerose proteste pervenute nell’ultimo anno da parte di vari territori intensamente interessati dalla nascita di piccoli impianti idroelettrici, che hanno lamentato la mancanza di una programmazione nell’uso delle risorse, fattore che, insieme all’elevato livello degli incentivi e al meccanismo dell’accesso diretto, ha finito per rendere troppo forte la pressione sull’ambiente. Abbiamo il dovere di tenere in fortissima considerazione la voce dei territori.

La previsione contenuta nello schema di decreto non consente di ammettere agli incentivi i progetti inclusi nel Registro 2016 in posizione non utile, dal momento che per il rilascio della concessione e dell'autorizzazione per tali casi non sono state applicate le Linee guida per le valutazioni ambientali ex ante delle derivazioni idriche e le Linee guida per l'aggiornamento dei metodi di determinazione del deflusso minimo vitale.

Il tema sarà comunque discusso con le Regioni e con gli enti locali nel passaggio del testo in Conferenza Unificata.

 

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