Nel dicembre del 2009 sono stati approvati i nuovi criteri di valutazione delle imprese beneficiarie del Fondo di Garanzia per le PMI. Parametri caratterizzati da una maggiore flessibilità e apertura alle aziende e una velocizzazione delle procedure di ammissione. In particolare, i criteri per l’accesso al credito sono stati aggiornati per estendere l’attività del Fondo anche alle aziende sane che hanno subito la crisi e si trovano in temporanea difficoltà. Un primo fondamentale elemento è stato l’ampliamento della dotazione del Fondo a 1,6 miliardi fino al 2012, l’estensione alle imprese artigiane e l’aggiunta di una sezione speciale per i trasporti.
Tra le ulteriori novità si segnalano l’ampliamento dell’accesso alle procedure semplificate e l’aumento dell’importo massimo ammissibile alla procedura di microcredito da 75.000 euro a 100.000 (con l’estensione anche alle aziende che hanno presentato una perdita in uno degli ultimi due bilanci), che testimoniano l’impegno a premiare sempre più le operazioni non assistite da garanzie reali, bancarie e assicurative. Si evidenziano poi nuove semplificazioni procedurali per le richieste di garanzia su operazioni di importo ridotto da parte di imprese start up, nonché la modifica dei valori di riferimento, ora più flessibili, di alcuni indicatori per l’ammissione alla garanzia e sostituzione di quelli considerati ormai obsoleti.
Anche l'Unione europea potrebbe a breve puntare su forme di microcredito per appoggiare, in questo caso, progetti individuali di disoccupati che stiano cercando di tornare nel mondo produttivo. Ieri ilNel mese di marzo 2010 il Consiglio dei Ministri UE, infatti, ha approvato un progetto di microfinanziamento con una linea di credito da 100 milioni di euro che potrebbero arrivare, nelle intenzioni, a 500 milioni.
L'obiettivo è quello di offrire una sponda a chi, senza lavoro, stia cercando di avviare una attività in proprio, fondando delle piccole imprese. Il fondo stanziato punta a intervenire in quelle situazioni dove l'aspirante imprenditore non trova credito nel sistema finanziario tradizionale, mettendo a disposizione al massimo 25mila euro per iniziativa.
Da sottolineare che il meccanismo di finanziamento riguarda anche le microimprese (meno di 10 addetti, meno di 2 milioni di fatturato) che operano nel settore dell'economia sociale e quelle che impiegano persone in condizioni svantaggiate.
Secondo i calcoli della Commissione, la base di 100 milioni di euro dovrebbe essere in grado di avere un effetto leva positivo per oltre 500 milioni di euro in cooperazione con le istituzioni finanziarie internazionali e con la Bei, la Banca europea degli investimenti.
Per ulteriori informazioni: