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DIPARTIMENTO PER LE COMUNICAZIONI


Progetto Strategico Agenda Digitale Italiana

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Il “Progetto Strategico Banda Ultralarga” è stato autorizzato dalla Commissione europea: un decisivo segnale per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda digitale europea, concernenti l’accesso a internet per tutti i cittadini "ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s" e, per almeno il 50% della popolazione “al di sopra di 100 Mb/s”.

Il Progetto Strategico definisce una linea unitaria per l’implementazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’economia digitale del Paese quale:

•    cornice di riferimento per le Amministrazioni Pubbliche, le Regioni e gli Enti locali che decidano di affrontare investimenti in infrastrutture di comunicazioni elettronica
•    soluzione per ottimizzare le risorse a disposizione garantendo economie di scala
•    progetto di sistema per uno sviluppo coordinato e interoperabile delle infrastrutture
•    punto di riferimento per il mercato garantendo a quest’ultimo certezza del diritto e un quadro chiaro e trasparente nella gestione delle risorse pubbliche a disposizione
•    progetto di sistema capace di attirare gli investimenti privati necessari al suo completamento.
Per la sua attuazione il Ministero invita le Regioni, le Province autonome e gli enti locali interessati all’intervento a siglare opportuni accordi per l’impiego di fondi pubblici volti alla realizzazione di infrastrutture abilitanti la banda ultralarga nel rispetto della neutralità tecnologica (quindi fibra o LTE).

Il Sud Italia ha già deciso di puntare sulla banda ultralarga per il rilancio della propria economia, grazie al lavoro congiunto del Ministero dello sviluppo economico, del Dipartimento per la coesione economica del Ministro Barca e delle Regioni Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Molise. Il Ministero e la Commissione europea invitano però tutte le regioni italiane ad aderire al progetto alla cui costruzione hanno contribuito direttamente, assieme al mercato. Nel caso in cui un’amministrazione pubblica decidesse di avvalersi del regime di aiuto, senza richiedere il supporto del Ministero è vincolata a sottoporre al parere di quest’ultimo il relativo bando di gara.

L’intervento pubblico si limiterà alle sole aree bianche NGAN, ove il mercato da solo non dimostra interesse a investire. Ai fini dell'individuazione delle aree marginali nelle quali intervenire, il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico svolge semestralmente una consultazione pubblica rivolta agli operatori di telecomunicazioni, in coerenza con gli "Orientamenti comunitari relativi all'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga" (2009/C 235/04 paragrafo 5.1) - aggiornando il proprio database relativo al servizio di connettività a banda larga nel territorio nazionale.

Fonti e Strumenti di Finanziamento


La disponibilità di risorse pubbliche necessarie per poter attirare investimenti privati costituisce il punto essenziale del piano stesso. La scarsità di domanda dei nuovi servizi insieme alla posizione dominate degli operatori tradizionali costituiscono oggi una forte barriera all’investimento in queste infrastrutture.

Per questo motivo il piano dovrà essere finanziato con questi strumenti da utilizzare congiuntamente: finanziamenti pubblici, finanziamenti privati, strumenti di debito a medio e lungo termine.
In particolare nella prima fase di sviluppo, date le caratteristiche del settore fin qui delineate,  lo strumento di finanziamento non potrà che essere di natura pubblica. L’aumento della domanda di servizi a banda ultralarga consentirà nel medio termine di disporre di strumenti di debito che saranno utilizzati per espandere le infrastrutture  in altri territori.

Le fonti di finanziamento saranno molteplici, sia di origine comunitaria, sia nazionale e regionale, in particolare ci avvarremo: dei fondi FESR 2007-2013, della nuova ripartizione dei fondi FESR 2014-2020, dei fondi FSC nazionali e regionali (qualora disponibili).
L’intervento pubblico sarà circoscritto nelle aree in cui gli operatori privati non dimostrano interesse a intervenire autonomamente nei prossimi anni 3 anni.

MODELLI DI INTERVENTO

Per garantire maggiore autonomia alle scelte delle Regioni, Province autonome e degli enti locali sono stati definiti 3 modelli di intervento diversi che riprendono le soluzioni ad oggi prese in considerazione dalla parte pubblica per l’implementazione di reti a banda ultralarga.

Tutti e tre i modelli prevedono il riutilizzo di infrastrutture esistenti di proprietà pubblica e privata (cavidotti e infrastrutture esistenti di operatori o multiutility locali) per i quali è definita l’acquisizione dei diritti d’uso. Nel caso del riuso di infrastrutture esistenti si ricorda che gli obblighi di accesso wholsale non sono soggetti a restrizioni, bensì devono essere garantiti per almeno 7 anni.

Il Ministero renderà pubbliche tutte le informazioni relative all’infrastruttura realizzata con fondi pubblici sia a garanzia di massima trasparenza e pubblicità delle iniziative avviate sia per consentire un’applicazione omogenea su tutto il territorio italiano con benefici economici, ambientali - in termini di minor impatto sul territorio e sociali - in termini di riduzione del disagio per la popolazione. Tali accortezze permetteranno di massimizzare il coordinamento dei lavori civili di scavo necessari per l’implementazione di altre utilities e condividerne i costi che rappresentano – nel caso delle reti in fibra ottica – circa il 70 per cento dell’ammontare totale.

Al fine di garantire sia la neutralità della gestione da parte del partner privato, sia la corretta competizione sul mercato, i criteri di selezione del soggetto concessionario devono prevedere l’esclusione di operatori verticalmente integrati che non prevedono una separazione delle attività di commercializzazione dei servizi al dettaglio. Con ciò si intende che potranno essere beneficiari di tale iniziativa non solo gli operatori di telecomunicazioni, ma anche con le utilities, istituzioni finanziarie e Single Purpose Vehicles e/o cooperative di utenti.

MODELLO A – Diretto

MODELLO B - Partnerhip Pubblico Privata

MODELLO C - Incentivo

Progetto strategico autorizzato dalla Commissione Europea

Agenda digitale italiana decisione Commissione Europea

Nota del Secretario Generale della Commissione Europea

Richiesta di parere per l'avvio del primo intervento attuativo del Piano

 

 

 

Comunicato stampa

 

Contributi alla consultazione pubblica Documenti e approfondimenti normativi

 

Referente: Rossella Lehnus
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Tel.: (+39) 06 5444 2300