Le attività di cooperazione svolte nell'ambito dell'accordo riguardano esclusivamente gli impieghi pacifici dell'energia nucleare. Anche le tecnologie nucleari sensibili (es. l'arricchimento dell'uranio) sono specificamente escluse dall'oggetto della cooperazione.
“La scelta del nucleare in Italia l’affidiamo al mercato – ha affermato il Ministro Scajola - Il Governo ha definito gli strumenti giuridici ed entro a metà febbraio noi definiremo anche i criteri per la scelta dei siti. Il mercato competitivo farà le scelte. Sono investimenti molto ingenti ma che permetteranno di avere energia elettrica a prezzo stabile, nel lungo periodo e a garantire una indipendenza energetica”.
“C’è spazio – ha proseguito il Ministro - per utilizzare la grande esperienza tecnologica sul piano anche della collaborazione industriale con gli USA e con le grandi imprese statunitensi. Gli accordi firmati durano 5 anni più 5 e riguardano le tecnologie e la cooperazione industriale”.
“Nella collaborazione tecnologica – ha concluso Scajola - c’è il rientro degli italiani nello sviluppo tecnologico del nucleare e nel ragionamento complessivo sul nucleare c’è lo studio delle nuove tecnologie che ogni giorno si impongo. Con i due accordi, infatti, sono incentivate le imprese italiane e USA ad avviare collaborazioni fattive, nella scia dell’accordo dei due governi”.
Le aree tecniche di cooperazione includono, ma non sono limitate a:
Le forme di cooperazione possono includere lo scambio di scienziati, ingegneri e altri specialisti per tempi e progetti prestabiliti nonché lo scambio di informazioni, di materiali e di attrezzature.
Con l'accordo è istituito un comitato di sorveglianza bilaterale, con due rappresentanti per parte, per la direzione programmatica e supervisione del programma di cooperazione bilaterale. Il comitato si riunirà una volta l'anno alternatamente negli Stati Uniti e in Italia.
comunicato stampa del Dipartimento di Stato per l'Energia americano