DCI - Strumento di cooperazione allo sviluppo

Nei primi mesi del 2014 l’Unione Europea ha adottato una serie di Regolamenti tesi a finanziare l’azione esterna per il periodo 2014-2020, quali: lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), lo strumento europeo di vicinato (ENI), lo strumento per la stabilità e la pace, lo strumento di assistenza pre-adesione (IPA II) e lo strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi.

REGOLAMENTO (UE) N. 233/2014

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) che finanzia:

  1. I programmi geografici che mirano a sostenere la cooperazione allo sviluppo con i paesi arretrati che figurano nell’elenco dei beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) stabilito dall’OCSE/DAC (con delle eccezioni);

  2. I programmi tematici su beni pubblici e sfide globali connessi allo sviluppo e sul sostegno alle organizzazioni della società civile e alle autorità locali nei paesi partner;

  3. Il programma panafricano a sostegno del partenariato strategico tra l’Africa e l’Unione.


Obiettivi e criteri di ammissibilità

La cooperazione, nell’ambito di tale regolamento, mira principalmente a ridurre e, a lungo termine, eliminare, la povertà. Contribuisce a promuovere lo sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile e a consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto, il buon governo, i diritti umani e i relativi principi del diritto internazionale.

La cooperazione concorre a realizzare gli obiettivi internazionali nel campo dello sviluppo, la cui realizzazione è misurata tramite indicatori, nello specifico gli OSM (Obiettivi di Sviluppo del Millennio) che servono a misurare i progressi e le disuguaglianze.


Principi generali

L’Unione si sforza di promuovere e consolidare i principi di democrazia e delle libertà fondamentali, tramite il dialogo e la cooperazione con i paesi partner.

Nel mettere in atto tale regolamento è adottato un approccio differenziato tra i paesi partner in modo da garantire una cooperazione specifica e su misura che tenga conto, per ciascun paese:

a) delle proprie esigenze, sulla base di criteri quali la popolazione, il reddito pro capite, l’estensione della povertà, ecc.;

b) della propria capacità di generare risorse finanziarie e di accedervi;

c) dei propri impegni sulla base di indicatori quali i progressi a livello politico, economico e sociale, la parità di genere e l’assorbimento efficace dell’aiuto;

d) l’impatto potenziale dell’assistenza dell’Unione nei paesi partner.

Il processo di assegnazione delle risorse dà priorità ai paesi più bisognosi, in particolare quelli meno sviluppati a basso reddito, individuati in base a criteri quali l’indice di sviluppo umano, l’indice di vulnerabilità economica etc.

Sono integrate in tutti i programmi le condizioni trasversali riguardanti aspetti quali: la non discriminazione, i diritti di persone che appartengono a minoranze, i diritti fondamentali dei lavoratori, l’emancipazione delle donne, lo sviluppo della capacità dei parlamenti e della società civile e della promozione del dialogo. Al riguardo, le misure finanziate si basano sulle politiche di cooperazione allo sviluppo definite negli accordi e nei piani d’azione tra l’Unione e i paesi partner e le regioni interessati, e sulle decisioni, le priorità politiche dell’Unione.

L’Unione e gli Stati membri si attivano attraverso periodici scambi di informazioni, anche con altri donatori, puntando su programmazioni pluriennali congiunte basate sulle strategie di riduzione della povertà dei paesi partner: si individuano settori prioritari di intervento e si stabilisce una divisione dei compiti a livello di paese.

L’Unione promuove una cooperazione effettiva con i paesi partner, allinenado il proprio sostegno alle loro strategie di sviluppo nazionali o regionali, alle politiche di riforma dei partner.


Programmi geografici

I programmi geografici comprendono attività di cooperazione:

  1. a livello regionale, in modo da attenuare l’impatto dato dalla riduzione degli aiuti diretti, per una più equa distribuzione delle risorse finanziarie a vantaggio dei paesi in cui si registrano diseguaglianze marcate (modulazione);

  2. a livello bilaterale, con i paesi partner che non sono a reddito medio-alto o il cui prodotto interno lordo non è superiore all’1% del prodotto interno lordo mondiale. In casi eccezionali, anche in vista dell’eliminazione graduale delle sovvenzioni, la cooperazione bilaterale può essere intrapresa anche con un numero limitato di paesi partner. L’eliminazione avviene in coordinamento con altri donatori.

I programmi geografici sono elaborati in base ai seguenti settori di cooperazione:

a) Diritti umani, democrazia e buon governo;

b) Crescita inclusiva e sostenibile per lo sviluppo umano;

c) Altri settori significativi per lo sviluppo.

Nell’ambito di ciascun programma bilaterale, l’assistenza dell’Unione si concentra in linea di principio su tre settori al massimo, in accordo con il paese partner interessato.

Programmi tematici

Le azioni intraprese tramite i programmi tematici aggiungono valore alle azioni finanziate dai programmi geografici.

La programmazione delle azioni tematiche è soggetta ad almeno una delle seguenti condizioni:

a) gli obiettivi politici dell’Unione non possono essere conseguiti in modo adeguato tramite programmi geografici, qualora il programma geografico non esista o sia stato sospeso;

b) le azioni riguardano iniziative mondiali;

c) le azioni hanno natura multiregionale, multinazionale e/o trasversale;

d) le azioni hanno l’obiettivo di realizzare politiche innovative;

e) le azioni rispecchiano una priorità politica dell’Unione o un obbligo dell’Unione relativo alla cooperazione allo sviluppo.

Le azioni tematiche vanno a beneficio diretto dei paesi interessati e sono realizzate in tali paesi. Queste possono essere realizzate al di fuori di detti paesi se ciò consente di conseguire gli obiettivi del programma nel modo più efficace.

Le linee di azione sono due:

  1. Beni pubblici e sfide globali
    L’obiettivo dell’assistenza dell’Unione nel programma “Beni pubblici e sfide globali” è sostenere azioni nei seguenti settori: a) ambiente e cambiamenti climatici; b)energia sostenibile; c) sviluppo umano, compresi lavoro dignitoso, giustizia sociale e cultura; d) sicurezza alimentare e nutrizionale e agricoltura sostenibile; e) migrazione e asilo.

  2. Organizzazioni della società civile e Autorità locali
    L’obiettivo dell’assistenza dell’Unione è di rafforzare le Organizzazioni della società civile e le Autorità locali nei paesi partner e, ove previsto dal regolamento, nell’Unione e nei beneficiari ammissibili.

Le azioni da finanziare sono realizzate prima di tutto dalle Organizzazioni della società civile e dalle Autorità locali. Nei casi in cui sia opportuno, tali azioni possono anche essere realizzate da altri attori, a vantaggio delle Organizzazioni e delle Autorità interessate.


Programma panafricano

L’obiettivo dell’assistenza dell’Unione è sostenere il partenariato strategico tra l’Africa e l’Unione per dare sostegno ad attività di natura transregionale, continentale o mondiale in e con l’Africa.

Tale programma è complementare con altri strumenti per il finanziamento dell’azione esterna dell’Unione, il Fondo europeo di sviluppo (FES) e lo strumento europeo di vicinato (ENI).


Programmazione e assegnazione dei fondi

Il sostegno dell’Unione viene erogato tramite misure trattate nei documenti di programmazione.

In una prima fase l’Unione e gli Stati membri si consultano a vicenda al fine di favorire la complementarietà tra le rispettive attività di cooperazione. L’Unione consulta inoltre altri donatori, la società civile e le autorità regionali e locali.

La Commissione può prevedere uno specifico stanziamento di fondi al fine di assistere i paesi partner nel rafforzamento della loro cooperazione con le regioni ultraperiferiche dell’Unione.


Approvazione dei documenti di strategia e adozione dei programmi indicativi pluriennali

La Commissione approva i documenti di strategia e adotta i programmi indicativi pluriennali. Per motivi di urgenza debitamente giustificati, come per esempio crisi o minacce immediate per la democrazia, la Commissione può rivedere i documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali.


Partecipazione di paesi terzi non ammissibili

In circostanze eccezionali, al fine di garantire la coerenza dei finanziamenti dell’Unione o promuovere la cooperazione, la Commissione può decidere nell’ambito dei programmi indicativi pluriennali, di estendere l’ammissibilità delle azioni a paesi che non potrebbero altrimenti beneficiare dei finanziamenti.


Delega di potere alla Commissione

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ovvero atti giuridici vincolanti non legislativi (quali regolamenti, direttive, decisioni) per modificare:

a) i dettagli dei settori di cooperazione;

b) le assegnazioni finanziarie indicative nell’ambito dei programmi geografici e del programma tematico “Beni pubblici e sfide globali”.


Comitato

La Commissione è assistita da un comitato (comitato DCI) ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.


Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria per l’esecuzione del citato regolamento per il periodo 2014-2020 è pari a 19.661,64 milioni di euro.

Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dal Parlamento europeo e dal Consiglio in base al quadro finanziario pluriennale.

Il finanziamento avviene attraverso due attribuzioni pluriennali che coprono i primi quattro anni e i tre anni rimanenti. L’assegnazione di tali fondi è fissata nella programmazione indicativa pluriennale. Le assegnazioni possono essere riviste in caso di profondi mutamenti politici in linea con le priorità esterne dell’Unione.

Un importo indicativo di 1.680 milioni di euro, così come stabilito da strumenti di vario tipo per il finanziamento dell’azione esterna (DCI, ENI, PI e IPA II), è assegnato ad azioni sulla mobilità a scopo di apprendimento da o verso paesi partner, nonché alla cooperazione e al dialogo politico con le autorità, le istituzioni e le organizzazioni di questi paesi.

Il finanziamento alle azioni non supera 707 milioni di euro. I fondi provengono dalle assegnazioni finanziarie per i programmi geografici e sono specificati la distribuzione regionale attesa e il tipo di azioni da finanziare.

La Commissione predispone una relazione di revisione intermedia e annuale. In quella annuale la Commissione include un elenco di tutte le azioni che sono state finanziate dal relativo regolamento.

 

 

 

 



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