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Incentivi commercio internazionale

In questa rubrica sono riportate tutte quelle indicazioni di carattere normativo ed operativo riguardanti il sostegno finanziario all’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano.

 

Incentivi all'internazionalizzazione:

 

Contributi:

» Elenco esiti della Commissione di valutazione per i Consorzi - Anno 2016

 

» Elenco esiti della Commissione di valutazione per i Consorzi - Anno 2015


» Elenco esiti della Commissione di valutazione per i Consorzi anno 2014

» Elenco esiti della Commissione di valutazione - Anno 2014

 

Finanziamenti agevolati:

Per sostenere l'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano il Ministero mette a disposizione delle imprese, con particolare attenzione alle PMI, agevolazioni finanziarie a valere su fondi pubblici, la cui gestione è affidata alla Simest Spa.
Con D.M. 21 dicembre 2012, sono state ridefinite le linee di intervento a valere sul Fondo 394/81, in attuazione dell’art.42 della legge n.134/2012

 

Sostegno alla costituzione di società all'estero:

 

Programmi finanziari dell'Unione Europea:

L’azione dell’Unione Europea sulla scena internazionale si fonda sui principi di democrazia, stato di diritto, uguaglianza e solidarietà.
L’UE è il più grande donatore di aiuti pubblici allo sviluppo, con oltre il 50% della cifra stanziata per l’assistenza mondiale ai paesi terzi (per sviluppo umano ed economico, salvaguardia delle risorse naturali, eliminazione della fame).Le azioni di cooperazione economica, finanziaria e tecnica con paesi terzi sono condotte dall’UE nel quadro dei principi e degli obiettivi condivisi e rafforzati con le politiche di cooperazione degli Stati Membri.
Alcuni programmi sono su base geografica, ciascuno a sua volta suddiviso in programmi nazionali, regionali o transfrontalieri; altri sono su base tematica.

Beneficiari
Secondo il tipo e la finalità del programma di riferimento, i beneficiari (soggetti legittimati a presentare proposte) possono essere imprese, enti pubblici, ONG, centri di ricerca, associazioni di categoria, università, ecc. (e, in alcuni casi, gruppi informali o singole persone fisiche). Generalmente i soggetti che intendono presentare proposte devono soddisfare requisiti di ammissibilità legale, capacità tecnica e capacità finanziaria.

Il ruolo del Ministero dello Sviluppo economico:
A seguito del DPCM del 5 dicembre 2013, il Decreto del 17 luglio 2014 di riorganizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in GU n.254 del 31.10.2014, assegna alla DG per la Politica Commerciale Internazionale il compito di partecipare “all’elaborazione e alla gestione dei Programmi dell’Unione Europea a sostegno dello sviluppo economico dei Paesi delle aree geografiche di propria competenza (IPA e ENI, DCI)”.

I Comitati d'esame: IPA II, ENI, DCI:
Per ogni strumento finanziario è istituito un Comitato, cui partecipano i rappresentanti nazionali dei 28 Stati membri dell’Unione, con il compito di esaminare e votare i programmi (sia quello settennale, sia quello di medio periodo dopo 4 anni) proposti dalla Commissione.
A seguire, sulla base delle decisioni adottate dai Comitati, la Commissione sottopone all’esame e all’approvazione degli stessi - per ciascuno strumento finanziario - il programma annuale AAP, dettagliato in appositi allegati (Annex).
Per quanto riguarda i Comitati IPA II, ENI e DCI l’Italia è rappresentata da funzionari della DG Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della DG Politica Commerciale Internazionale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Fondo Europeo di Sviluppo (FES):
Fuori budget UE, in quanto finanziato dai Paesi Membri, il Fondo Europeo di Sviluppo, con una dotazione di 34,27 miliardi di euro. E’ il maggiore e più antico strumento di sviluppo dell'UE.
Il FES è un fondo dedicato alla cooperazione allo sviluppo in 77 Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), firmatari dell’Accordo di Cotonou.
Il Fondo opera nelle seguenti aree di intervento:

  • sviluppo economico;
  • sviluppo umano e sociale;
  • integrazione regionale;

attraverso misure di sostegno al bilancio, sovvenzioni, forniture di beni e servizi e lavori, azioni di “blending”. Il FES offre finanziamenti supplementari, denominati incentivi, ai paesi che registrino progressi sul fronte della governance. I fondi sono assegnati sulla base di un sistema di “programmazione evolutiva” che vede i paesi partner partecipare alla definizione delle priorità e dei progetti di cooperazione.

Programmi o fondi europei di sostegno, intervento, associazione o di altro tipo posti in essere dall'Unione Europea. Il DPCM del 5.12.2013 assegna alla D.G. per la Politica Commerciale Internazionale il compito di “partecipare all’elaborazione e alla gestione dei Programmi dell’Unione Europea a sostegno dello sviluppo economico dei Paesi delle aree geografi che di propria competenza (IPA II, ENI, DCI).”
Per ogni strumento finanziario, è istituito presso la Commissione Europea  un Comitato, cui partecipano i rappresentanti nazionali dei 28 Stati Membri dell’Unione, con il compito di esaminare e votare i programmi proposti dalla Commissione.

Programmazione 2014 - 2020

  • ENI - European Neighborhood Instrument,  ha una dotazione finanziaria di €15,4 miliardi ed è indirizzato ai sedici Paesi del Vicinato orientale e meridionale (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldova, Ucraina/Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia).

  • IPA II - Strumento europeo per la preadesione IPA II ,ha una dotazione finanziaria di €11,69 miliardi ed è indirizzato ai cinque Paesi candidati all’adesione alla UE (Albania, FYROM, Montenegro, Serbia Turchia) e ai candidati potenziali (Bosnia-Erzegovina, Kosovo), in coerenza con la strategia di allargamento.

  • DCI  - Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), con 19.5 miliardi di euro di dotazione finanziaria è la maggiore fonte di finanziamento. Opera in 47 Paesi in via di sviluppo, nelle aree dell’America latina e dell’Asia, in Iran, Iraq e Yemen, e in Sud-Africa. L’obiettivo è ridurre la povertà, sostenere i processi democratici, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile, attraverso un contributo al bilancio dello Stato, oppure finanziando progetti e programmi assegnati tramite grants o gare. I programmi si focalizzano su 3 settori per ogni paese, al fine di non disperdere le risorse.

 

 

 

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