Aree di crisi industriale complessa

Aree che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale.

La complessità deriva da:

  • crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto
  • grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione sul territorio.

Il Ministero cura l’attuazione delle politiche e programmi per la reindustrializzazione e riconversione delle aree e dei settori colpiti dalla crisi mediante la stipula di appositi Accordi di Programma di adozione dei PRRI – Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale.

I PRRI promuovono, anche mediante cofinanziamento regionale e con l'utilizzo di tutti i regimi d'aiuto disponibili per cui ricorrano i presupposti, investimenti produttivi anche a carattere innovativo, la riqualificazione delle aree interessate, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree industriali dismesse, il recupero ambientale e l'efficientamento energetico dei siti e la realizzazione di infrastrutture strettamente funzionali agli interventi.

Risorse dedicate a valere sulla Legge 181/89.

 

 

Elenco delle aree di crisi

 

Abruzzo

Vai alla sezione dedicata all'area di crisi industriale complessa di Val Vibrata - Valle del Tronto - Piceno

 

Friuli Venezia Giulia

Trieste

Con il decreto legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, nella legge 24 giugno 2013, n. 71, l’area industriale di Trieste è stata riconosciuta quale area di crisi industriale complessa ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 83/2012, in relazione alle tematiche della produzione siderurgica, della riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale.

Sono stati pertanto deliberati interventi di messa in sicurezza, riconversione e riqualificazione industriale dell’area, mediante tre distinti .

  • Accordo di Programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale nell’area di crisi industriale complessa di Trieste del 30 gennaio 2014.
    Il PRRI è stato approvato il 17 giugno 2016.
    Si è in fase di perfezionamento dell’Accordo di Programma che approva il PRRI.
  • Accordo di Programma per l’attuazione del Progetto integrato di messa in sicurezza , riconversione industriale e sviluppo economico - produttivo nell’area della Ferriera di Servola (Trieste) ai sensi art. 251bis, del 21 novembre 2014.

DM di concerto MATTM –MISE di approvazione del Progetto integrato di messa in sicurezza dell’area di Ferriera di Servola presentato da Siderurgica Triestina.

  • APQ MISE- MATTM- Regione FVG relativo a programma degli interventi di messa in sicurezza dell’area da realizzare con finanziamenti pubblici del 7 agosto 2015.

Con decreto ministeriale 9 ottobre 2014 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Trieste con il compito di definire e attuare il PRRI.

Lazio

Rieti

Con il riconoscimento di area di crisi complessa del Sistema Locale del Lavoro di Rieti che ricomprende 44 Comuni, si è inteso mettere in atto interventi finalizzati alla salvaguardia e consolidamento delle imprese del territorio, all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali ed al reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro, mediante la predisposizione ed attuazione del PRRI.

  • Accordo di Programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’area del Sistema Locale del Lavoro (SLL) di Rieti del 17 dicembre 2014.

Con decreto ministeriale 21 novembre 2014 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Rieti con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Frosinone

L'area di Frosinone è stata riconosciuta come area di crisi industriale complessa con decreto 12 settembre 2016.

Con decreto ministeriale 8 febbraio 2017 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Frosinone con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Altri Accordi di Programma e Protocolli di Intesa per lo sviluppo e la riconversione di aree industriali: Frosinone - Anagni e Comune di Fiuggi

 

  

Liguria

Savona

L'area di Savona, con i SLL di Cairo Montenotte e Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Villanova d’Albenga, riconosciuta area di crisi industriale complessa (DM 21 settembre 2016).

Con decreto ministeriale 8 febbraio 2017 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Savona con il compito di definire e attuare il PRRI.


Altri Accordi di Programma e Protocolli di Intesa per lo sviluppo e la riconversione di aree industriali:  Sestri Ponente (Genova)

 

Marche

Val Vibrata - Valle del Tronto - Piceno

L'Area di Val Vibrata - Valle del Tronto - Piceno è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 10 febbraio 2016.

Il riconoscimento contestuale di aree appartenenti a due Regioni nasce dalla contiguità territoriale, dalle affinità socio-economiche e dalle omogenee caratteristiche delle rispettive crisi industriali, unitamente a esigenze di potenziamento infrastrutturale interregionale.

Si è in fase di predisposizione del PRRI che si approva con apposito Accordo di Programma.

Con decreto ministeriale 3 marzo 2016 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Val Vibrata - Valle del Tronto - Piceno con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Altri Accordi di Programma e Protocolli di Intesa per lo sviluppo e la riconversione di aree industriali: Fabriano, Gaifana/Nocera Umbra, Matelica (MC), Sassoferrato (AN), Ancona

 

Molise

Campochiaro, Bojano e Venafro

L'area delle province di Isernia e Campobasso ricomprendente i Comuni di Campochiaro, Bojano e Venafro è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 agosto 2015.

Si è in fase di predisposizione del PRRI che si approva con apposito Accordo di Programma.

Con decreto ministeriale 28 ottobre 2015 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Campochiaro, Bojano e Venafro con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Puglia

Taranto

L'area di Taranto è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con il DL 7 agosto 2012, n. 129.

In data 9 gennaio 2017 è stata pubblicata la Call per raccogliere le manifestazioni di interesse a investire nell’area (si chiude il 3 febbraio) – l’annuncio della call è pubblicato sul sito.

Si è in fase di predisposizione del PRRI che si approva con apposito Accordo di Programma.

Con decreto ministeriale 3 marzo 2016 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Taranto con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

 

Sardegna 

Porto Torres

L'area di Porto Torres è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 ottobre 2016.

Con decreto ministeriale 8 febbraio 2017 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Porto Torres con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Portovesme

L'area di Portovesme, con i SLL di Carbonia, Iglesias e Teulada, è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 13 settembre 2016.

 Con decreto ministeriale 8 febbraio 2017 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Portovesme con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Sicilia

Termini Imerese

La crisi industriale del Polo di Termini Imerese, determinata dalla chiusura degli stabilimenti del Gruppo Fiat, ha richiesto un intervento coordinato del MISE, della Regione Siciliana e delle Istituzioni locali, con il supporto tecnico di Invitalia, per individuare concrete opportunità di reindustrializzazione dell’area: sono stati programmati interventi finalizzati a mantenere la vocazione produttiva del territorio nel settore automotive, senza escludere l’inserimento di ulteriori imprese operanti in settori diversificati, con obiettivi di rilancio e di sviluppo industriale.

  • Accordo di Programma per l’attuazione delle linee di attività del programma complessivo dell’intervento di riqualificazione e reindustrializzazione del Polo industriale di Termini Imerese del 10 luglio 2015.

 

Gela

L'area di Gela che con i SLL di Gela, Mazzarino, Vittoria, Caltagirone, Riesi, Caltanissetta e Piazza Armerina è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 20 maggio 2015.

Il riconoscimento fa seguito al Protocollo di Intesa per l’area di Gela - sottoscritto tra MISE, Regione Siciliana, Comune di Gela e ENI S.p.A. ENI Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Raffinerai di Gela S.p.A., Versalis S.p.A., Syndial S.p.A. e rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali e Confindustria Centro Sicilia, in data 6 novembre 2014 - in cui, alla luce della crisi del settore della raffinazione, si evidenziava la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell’intera area.

Si è in fase di predisposizione del PRRI che si approva con apposito Accordo di Programma.

Con decreto ministeriale 1° ottobre 2015 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Gela con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

 

Toscana

Piombino

Con il decreto legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, nella legge 24 giugno 2013, n. 71, all’articolo 1 l’area industriale di Piombino è stata riconosciuta come area di crisi Industriale complessa per la quale è stata ravvisata la straordinaria necessità e urgenza di adottare interventi di implementazione infrastrutturale, riqualificazione  ambientale e reindustrializzazione, con l’obiettivo principale di mantenere

e potenziare i livelli occupazionali dell’area siderurgica, superare la grave situazione di criticità ambientale dell’area e garantirne uno sviluppo sostenibile.

  • Accordo di Programma per la riqualificazione e riconversione del polo industriale di Piombino del 24 aprile 2014.
  • Accordo di Programma per Piombino con AFERPI S.p.A. per l’attuazione del progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della ex-Lucchini S.p.A. ai sensi art. 251bis, del 30 giugno 2015.
  • Accordo di Programma per il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’area di crisi industriale complessa di Piombino del 7 maggio 2015.

Con decreto ministeriale 24 aprile 2014 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Piombino con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Livorno

Per l’area di Livorno, si è ritenuto di definire una complessa ed unitaria manovra di intervento mediante l’attuazione di un Piano di rilancio della competitività, con il completamento infrastrutturale nodo intermodale e integrazione piattaforma logistica costiera e la riqualificazione produttiva dell’area, ricomprendendo anche Collesalvetti e lo sviluppo del parco produttivo di Rosignano Marittimo.

  • Accordo di Programma per Livorno per il rilancio competitivo dell’area costiero livornese dell’8 maggio 2015.
    • Accordo di Programma del 20 ottobre 2016 “per Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale per l’area di crisi industriale complessa del Polo produttivo ricompreso nel territorio dei Comuni di Livorno, Collesalvetti, e Rosignano”.
    • Con Circolare del 4 novembre 2016, è stato pubblicato l’Avviso Legge 181/89 per l’area di Livorno, con una dotazione di 10 milioni di euro. Le domande di agevolazione potranno essere presentate dal 6 febbraio 2017 fino al 7 marzo 2017.

Con decreto ministeriale 1° ottobre 2015 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Livorno con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Altri Accordi di Programma e Protocolli di Intesa per lo sviluppo e la riconversione di aree industriali: Massa Carrara

 

 

Umbria

Terni - Narni

L'area di Terni – Narni è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 7 ottobre 2016.

Con decreto ministeriale 8 febbraio 2017 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Terni - Narni con il compito di definire e attuare il PRRI.

 

Altri Accordi di Programma e Protocolli di Intesa per lo sviluppo e la riconversione di aree industriali: Costacciaro (PG)

 

Veneto

Venezia - Porto Marghera

L'area di Venezia - Porto Marghera è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 8 marzo 2017.

 

 

Fonti normative

L’articolo 27 del decreto legge 83/2012, recante il “riordino della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa” e, in sua attuazione, il DM 31 gennaio 2013, che disciplina le procedure di riconoscimento di area di crisi industriale complessa e che prevede che il Ministero adotti i Progetti per la Riconversione e la Riqualificazione Industriale (PRRI) approvati con appositi Accordi di Programma.

I PRRI promuovono, anche mediante cofinanziamento regionale e con l'utilizzo di tutti i regimi d'aiuto disponibili per cui ricorrano i presupposti, investimenti produttivi anche a carattere innovativo, la riqualificazione delle aree interessate, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree industriali dismesse, il recupero ambientale, l'efficientamento energetico dei siti, la realizzazione di infrastrutture strettamente funzionali agli interventi.

Lo strumento agevolativo cui si ricorre è costituito dalla Legge 181/1989 che se applicato nelle aree di crisi industriale complessa per dare attuazione ai PRRI prevede una riserva specifica di risorse per l’area.

Recentemente è intervenuto il decreto di riforma degli indirizzi attuativi della Legge 181/89 - DM 9 giugno 2015 e Circolare attuativa 6 agosto 2015 n. 59282.

 

 

 Altri accordi

Accordi di Programma stipulati in alcune aree di crisi industriale, antecedenti alla riforma del 2013 (art. 27- DL 83/2013), caratterizzate da situazioni di crisi gravi con impatto significativo sul territorio nazionale considerata l’intensità degli effetti occupazionali sul tessuto economico e produttivo e per le quali non era possibile intervenire in via ordinaria soltanto con le risorse e gli strumenti regionali.

 

Frosinone - Anagni e Comune di Fiuggi

Accordo di Programma per il rilancio e sviluppo industriale delle aree interessate dalla crisi del sistema locale di lavoro di Frosinone - Anagni e Comune di Fiuggi del 2 agosto 2013. Stipulato ai sensi del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, prevede interventi volti alla salvaguardia e consolidamento delle imprese del territorio, all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali ed al sostegno al reimpiego dei lavoratori espulsi dalla filiera produttiva della ex VDC Technologies.

  • Accordo di Programma per il rilancio e sviluppo industriale delle aree interessate dalla crisi del sistema locale di lavoro di Frosinone - Anagni e Comune di Fiuggi del 2 agosto 2013.

 

Sestri Ponente (Genova)

Accordo di Programma per la razionalizzazione e l’ampliamento dell’assetto portuale nell’area dello stabilimento Fincantieri di Genova – Sestri ponente del 28 luglio 2011, per la realizzazione degli interventi destinati alla riorganizzazione, ampliamento ed ottimizzazione delle potenzialità delle infrastrutture portuali e della funzionalità dell’area di Sestri Ponente del porto di Genova.

  • Atto integrativo del 31 gennaio 2014, sottoscritto da MISE, MIT, Regione, Comune, Aut. portuale, Fincantieri e Porto Petroli S.p.A..

 

Massa Carrara

  • Protocollo di Intesa per Massa Carrara interventi per la riqualificazione e la riconversione dell’area industriale di Massa Carrara del 22 maggio 2015, con il quale si è ritenuto di individuare un percorso condiviso per dar corso a tutte le azioni necessarie alla definizione e realizzazione di un progetto di riqualificazione ambientale, sviluppo e reindustrializzazione dell’area produttiva di Massa Carrara, con particolare riferimento alla ZIA.

 

Fabriano, Gaifana/Nocera Umbra, Matelica (MC), Sassoferrato (AN), Ancona

  • Accordo di Programma per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo A. Merloni del 19 marzo 2010.

Con l’Accordo si è inteso prevedere interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi della A. Merloni S.p.A., mentre con gli Atti integrativi si è prorogato il termine per dare piena attuazione alle attività intraprese. L’ultima proroga si è resa necessaria anche alla luce della riforma in atto delle modalità attuative della legge 181/89, resa con DM 9 giugno 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015. Comuni coinvolti: Fabriano, Gaifana/Nocera Umbra, Matelica (MC), Sassoferrato (AN), Ancona.

Atto Integrativo di rimodulazione del 18 ottobre 2012.

Atto Integrativo di proroga del 18 marzo 2015.

 

Costacciaro (PG)

  • Accordo di Programma per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo A. Merloni del 19 marzo 2010.

Con l’Accordo si è inteso prevedere interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi della A. Merloni S.p.A., mentre con gli Atti integrativi si è prorogato il termine per dare piena attuazione alle attività intraprese. L’ultima proroga si è resa necessaria anche alla luce della riforma in atto delle modalità attuative della legge 181/89, resa con DM 9 giugno 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015. Comuni coinvolti: Costacciaro (PG).

 

 

Contatti

Chi è interessato a ricevere una copia degli accordi può scrivere a dgpicpmi.segreteria@mise.gov.it 

 

 Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2017

 



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