Normativa di riferimento - Rifiuti radioattivi e combustibile nucleare esaurito

La materia della gestione dei rifiuti radioattivi è attualmente regolata in ambito normativo nazionale:

  • dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, recante attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari e 2011/70/Euratom in materia di gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili;
  • dal decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314 convertito, con modificazioni, nella legge 24 dicembre 2003, n. 368 recante “Disposizioni urgenti per la raccolta lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza dei rifiuti radioattivi”;
  • dal decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, recante “Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane”;
  • dal decreto legislativo 20 febbraio 2009, n. 23 recante “Attuazione della direttiva 2006/117/Euratom, relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito”;
  • dalla legge 23 luglio 2009, n. 99 e s.m.i. recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e, in particolare, l’articolo 29 con il quale è stata istituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare;
  • dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, recante la disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché benefici economici, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99, modificato dal decreto legislativo 23 marzo 2011, n. 41, dal decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n.75 e dal decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27;
  • dalla legge n. 75/2011 che ha modificato le previsioni contenute nella legge n. 99/2009 e nel decreto legislativo n. 31/2010, come emendato dal decreto legislativo n. 41/2011, sancendo - a seguito degli esiti del Referendum del giugno 2011 - l’abbandono dello sviluppo nucleare in Italia;
  • dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 che, allo scopo di accelerare le attività di decommissioning sui siti nucleari, ha previsto l’espletamento di una singola procedura di autorizzazione (disciplinata dall’articolo 24) che tenga in debita considerazione anche la posizione delle autorità locali coinvolte;
  • dal decreto legislativo n. 45/2014 con cui è stata recepita in Italia la direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio, del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi;
  • dal decreto 7 agosto 2015 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico “Classificazione dei rifiuti radioattivi, ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n.45” che stabilisce una nuova classificazione dei rifiuti radioattivi, sostituendo quella di cui alla Guida Tecnica n. 26 dell’ISPRA;
  • dal decreto 8 settembre 2017 del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro dell’Interno e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare recante “Requisiti di protezione fisica passiva e modalità di redazione dei piani di protezione fisica”.

 

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2017



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