Energia nucleare

Il Ministero dello sviluppo economico è l'autorità che rilascia le autorizzazioni in relazione al nucleare in ambito nazionale.

Dopo l’esito del referendum popolare sul rilancio della produzione nucleare in Italia, l’attività del Ministero in questo settore è profondamente mutata. Il quadro internazionale è ulteriormente cambiato dopo l'incidente di Fukushima, rendendo necessaria una piena partecipazione italiana alla costruzione di nuovi standard di sicurezza comuni in Europa, dove sono già presenti impianti nucleari vicini ai nostri confini, oltre che alla messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Pari impegno è rivolto all'integrazione dell'Italia in filiere industriali di rilievo e allo sforzo scientifico per il nuovo nucleare (IV generazione, fusione).

La gestione in sicurezza dei siti nucleari dismessi e la realizzazione di un unico Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi costituiscono una priorità di azione del Ministero, in quanto ciò consentirà di rendere più sicuro, razionale e controllato il sistema nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi e di ridurre i costi per i cittadini.

Il Governo ha definito misure urgenti:

  • per dare una sistemazione definitiva al tema dei rifiuti nucleari;
  • per adempiere a precisi obblighi posti dalle normative comunitarie in materia;
  • per rendere più efficace ed efficiente il processo di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari esistenti;
  • per corrispondere alle giuste esigenze dei territori interessati dagli attuali siti nucleari.

Nel 2012 sono state ridefinite le procedure autorizzative sui progetti di disattivazione e smantellamento e sono stati previsti tempi massimi di valutazione e strumenti di intervento per sbloccare la valutazione sulle domande presentate. Rispetto alla frammentazione amministrativa che richiedeva l’acquisizione di numerose autorizzazioni a livello centrale e a livello locale, è stato quindi introdotto anche nel settore nucleare lo strumento della “autorizzazione unica”con la partecipazione di Comuni e Regioni.

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Strategia di decommissioning

La prassi internazonale individua due alternative di disattivazione per le centrali nucleari:

  • Disattivazione differita, in cui vengono individuate tre fasi:
    • Custodia sorvegliata (raggiungimento dello stato di custodia protettiva passiva)
    • Smantellamento delle strutture e raggiungimento del rilascio parziale del sito con restrizioni (rilascio condizionato)
    • Raggiungimento dello stato di rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica. (rilascio incondizionato).
  • Disattivazione immediata o accelerata: la disattivazione viene effettuata senza alcuna soluzione di continuità, saltando la cosiddetta “messa in custodia protettiva passiva”, così da pervenire al rilascio incondizionato del sito in un arco di tempo inferiore rispetto alla disattivazione differita.

In Italia si è passati, nel 2001, dalla strategia di disattivazione differita alla strategia di disattivazione accelerata. Il nuovo programma prevede, anche in assenza in tempi brevi di un Deposito nazionale, lo smantellamento degli impianti con stoccaggio temporaneo sui siti stessi dei rifiuti prodotti.

Dal 2006, la strategia nazionale poggia su tre pilastri:

  • il riprocessamento all’estero del combustibile esaurito derivante dal funzionamento delle ex centrali nucleari
  • il parallelo smantellamento dei siti
  • la realizzazione di un unico sito di stoccaggio (il Deposito Nazionale) dei rifiuti prodotti dallo smantellamento e dalle attività di riprocessamento condotte all’estero.

 

Deposito nazionale

La legge 99/2009 ha definito i principi ed i criteri per la localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, delegando il Governo a definire le norme di concreta attuazione. Il Governo ha definito quindi le specifiche procedure di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, nell’ambito del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31. In particolare, il Deposito Nazionale è stato concepito come sistema di stoccaggio dei rifiuti, ma inserito in un Parco Tecnologico, dotato di strutture di ricerca e formazione, in particolare nel settore della gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile irraggiato, con delle garanzie e delle speciali compensazioni per il territorio disposto ad ospitare la nuova struttura e, soprattutto, con un procedimento di localizzazione estremamente trasparente e partecipativo.

 Vai alla sezione su Rifiuti radioattivi e combustibile nucleare esaurito

 

Classificazione dei rifiuti radioattivi

La classificazione dei rifiuti radioattivi, anche in relazione agli standard internazionali, è stabilita dal decreto interministeriale del 7 agosto 2015, associando a ciascuna categoria specifici requisiti in relazione alle diverse fasi di gestione dei rifiuti stessi.

 Testo del decreto (pdf)

 

Vettori autorizzati al trasporto di materie radioattive

Il Ministero pubblica l'elenco dei vettori autorizzati al trasporto di materie radioattive.

 Elenco vettori - aggiornato al 17 maggio 2017 (pdf)

 

Linee di indirizzo per il trasporto delle materie fissili speciali e delle materie radioattive

Testo coordinato delle linee di indirizzo per il rilascio dell’autorizzazione art. 5 Legge 1860/62 e art. 21 Decreto legislativo 230/95 (trasporto delle materie fissili speciali e delle materie radioattive).

 Testo coordinato (pdf)

 

Domanda di autorizzazione al trasporto delle materie radioattive

Articolo 5 Legge 1860/62 e articolo 21 Decreto legislativo 230/95

Trasporto aereo

 Modello per la presentazione delle istanze di autorizzazione al trasporto aereo di materie radioattive (formato pdf e formato docx

Trasporto stradale

 Modello per la presentazione dell'istanza di autorizzazione al trasporto stradale di materie radioattive (formato pdf e formato docx)
 



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