Ricerca di Sistema elettrico nazionale

La Ricerca di Sistema elettrico nazionale (RdS) è stata pensata con lo scopo di favorire l’attività di ricerca e sviluppo nel settore elettrico e migliorarne l'economicità, la sicurezza e la compatibilità ambientale.

A tal fine, l’art. 3, comma 11, del D.lgs. n. 79/99, ha incluso tra gli oneri del sistema elettrico anche le attività di ricerca.

Il successivo decreto interministeriale del 26 gennaio 2000 ha individuato nello specifico tali oneri e ha instituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA ex - CCSE) un Fondo per il finanziamento delle attività di ricerca (alimentato dal versamento di una apposita componente tariffaria (A5) corrisposta dall’utenza finale, il cui ammontare è periodicamente determinato dall’Autorità per l'Energia elettrica e il gas e il sistema idrico.

Il decreto del 8 marzo 2006 ha disciplinato le modalità di gestione del Fondo, prevedendo procedure concorsuali per la selezione dei progetti di ricerca da ammettere a contribuzione oltre ad un sistema di affidamento delle attività di ricerca a totale beneficio degli utenti del sistema elettrico nazionale tramite la stipula di Accordi di programma (AdP) tra il Ministero dello sviluppo economico e alcuni dei principali enti di ricerca italiani (RSE S.p.A., ENEA e CNR, così come individuati con decreto 23 marzo 2006).

Il decreto 8 marzo 2006 ha inoltre introdotto lo strumento del “Piano Triennale della ricerca di sistema elettrico nazionale” che contiene le priorità delle attività della ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale, gli obiettivi, i progetti di ricerca e sviluppo, i risultati attesi e la previsione di fabbisogno per il Fondo, con specifico riferimento al triennio considerato; pur a fronte di piani di ricerca triennali, l’attuale sistema di gestione del Fondo prevede inoltre un finanziamento e una programmazione annuale dei progetti.


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Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2017



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