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CITES - Commercio internazionale di animali e piante in pericolo

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Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione

Aggiornato al 20 Luglio 2016

 

Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora - english version



Sommario

      » Questionario di gradimento


 

Cosa significa CITES

 

La Convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, più comunemente conosciuta come CITES, è un accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere piante ed animali a rischio di estinzione, regolando e monitorando il loro commercio, ovvero esportazione, riesportazione e importazione di animali vivi e morti, di piante, nonché di parti e derivati.

La Convenzione si basa su un sistema di permessi e certificati che possono essere rilasciati se sono soddisfatte determinate condizioni e che devono essere presentati agli uffici doganali abilitati ai controlli dei Paesi interessati allo scambio.

La Convenzione è entrata in vigore nel 1975 e vi aderiscono attualmente 182 Membri (Parties), compresa l’Unione europea che è diventata Parte dall’8 luglio 2015.
Il Segretariato CITES è amministrato dall’ UNEP-United Nations Environment Programme che ha sede a Ginevra.

La CITES regola il commercio internazionale di circa 35.000 specie, di cui approssimativamente 30.000 sono piante. Queste specie sono riportate in 3 Appendici secondo il grado di protezione che esse necessitano. Rientrano nella Convenzione esemplari di origine selvatica (W) ma anche, e non solo, esemplari nati e allevati in cattività e piante riprodotte artificialmente.

Ogni Stato designa una o più Autorità di gestione (Management Authority) incaricate dell’emissione di permessi e certificati CITES, soggette al parere di una o più Autorità scientifiche designate a questo scopo. L’elenco completo è disponibile sul sito del Segretariato.

In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare è l’Autorità di gestione responsabile in via principale dell’esecuzione della legislazione CITES, mentre le Autorità amministrative che, unicamente, possono rilasciare  permessi e certificati CITES sono:

Ministero dello Sviluppo economico – Direzione Generale per la Politica commerciale internazionale Divisione II-CITES  per  permessi di importazione ed esportazione.

Ministero delle Politiche agricole e forestali - Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato per notifiche di importazione, certificati di riesportazione, certificati comunitari, per mostre itineranti, di proprietà personale e per collezioni di campioni.

L’Unione europea, che rappresenta uno dei più importanti mercati di destinazione del mondo degli esemplari CITES, applica la Convenzione attraverso Regolamenti comunitari direttamente applicabili in ciascun Stato Membro. 

 

 

Regolamenti Comunitari e normativa italiana di riferimento

 

Regolamenti dell'Unione Europea

Dal 1° gennaio 1984 la Comunità Europea ha recepito la normativa CITES con Regolamenti che, per alcune specie, sono più restrittivi di quella CITES.

I Regolamenti attualmente in vigore sono:

Normativa italiana di riferimento

  • Legge n.150 del 7/2/1992 (Disciplina dei reati relativi all'applicazione in Italia della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione) modificata dalla Legge n. 59 del 1993, dalla Legge n. 426 del 1998 e dal Decreto legislativo n. 275/2001, (testo consolidato Legge 150/1992)

  • Decreti del Ministero dell’Ambiente del 19/4/1996 e del 26/4/2001 che comprendono l’elenco delle specie (animali vivi pericolosi) la cui introduzione sul territorio nazionale è vietata.

  • Le violazioni alle disposizioni dei Regolamenti comunitari CITES, sono punite con le sanzioni previste dalla suddetta legislazione nazionale, che vanno dall’ammenda all’arresto nei casi più gravi, e comportano il sequestro e la confisca degli esemplari o dei prodotti CITES.”

 


 

Informazioni agli Utenti

 

Per le imprese, i cittadini che intendono importare e/o esportare esemplari di flora, fauna o loro parti e derivati, da e verso Paesi extra UE è consigliabile che, in via preliminare, accertino se i prodotti oggetto dell’importazione/esportazione rientrino o meno nella regolamentazione CITES.

Come primo passo, quindi, è bene consultare le liste degli esemplari comprese negli allegati del Regolamento 338/97 (aggiornati dal Regolamento (UE) 1320/2014), la Checklist delle specie CITES e l'elenco delle combinazioni specie-Paese per le quali l'introduzione nell’Unione europea  è vietata in applicazione del Regolamento di esecuzione (UE) 736/2015, oppure sulla base dei pareri negativi espressi dall’SRG, il Gruppo di consulenza scientifica comunitario (cui le Autorità scientifiche nazionali devono attenersi), che si possono visionare sul sito Species+ .

Inoltre, è utile consultare la pagina del sito del Segretariato dove sono elencate le “sospensioni ” del commercio decise per alcuni Paesi o combinazioni specie-Paesi.

Tutte le sospensioni e i divieti sono soggetti nel tempo a possibile modifica.

Una volta verificato lo status dell’esemplare che si intende importare o esportare, occorre procedere alla richiesta del relativo permesso al Ministero dello Sviluppo economico il quale, una volta completata l’istruttoria per la verifica dei requisiti fissati dalla normativa, la sottoporrà al parere della Commissione scientifica CITES.

Il permesso di importazione/esportazione è rilasciato, come stabiliscono le norme comunitarie, entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta completa. I termini si interrompono fino all’acquisizione del previsto parere positivo della Commissione scientifica nazionale e alla conclusione di eventuali consultazioni di Autorità CITES estere.

In caso di dubbi o difficoltà, l’Ufficio è a disposizione per ogni supporto (vedi contatti).

 


 

Beni di interesse storico-artistico e strumenti musicali

 

Nel caso si intenda portare fuori dall’Italia beni di interesse storico-artistico,  disciplinati dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio  (d.lgs. 42/2004 – artt. 10 e 11) e realizzati con materiali derivati da specie incluse negli allegati CITES del Regolamento 338/97, è necessario preventivamente ottenere dagli Uffici esportazione preposti del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), l’attestato di libera circolazione per Paesi facenti parte della UE (ALC) o della licenza di esportazione per Paesi extra UE (per beni di oltre 50 anni e che siano opera di autore non più vivente) o aver presentato agli stessi Uffici esportazione un’autocertificazione (per beni che non superano i 50 anni o che siano opera di autore vivente).

Tali documenti dovranno essere allegati alle richieste di permessi CITES di esportazione verso Paesi terzi, rilasciati da questo Ufficio (o alle richieste di certificati CITES di riesportazione, rilasciati dal Corpo Forestale dello Stato), che sono necessari anche per l’esportazione verso Paesi terzi di strumenti musicali che abbiano componenti CITES (ad esempio avorio, legni tropicali).

Il permesso/certificato CITES va esibito presso l’ufficio doganale alla frontiera, per gli usuali controlli, all’Autorità doganale e al Nucleo operativo CITES (NOC) del Corpo Forestale dello Stato.

La sua mancanza può comportare ammende e sanzioni penali, nonché il sequestro, la confisca ed anche la distruzione degli esemplari.

Maggiori informazioni sulle norme e procedure che regolano l’esportazione di beni di interesse storico-artistico sono disponibili sul sito del MiBACT , oppure possono essere richieste ai suoi Uffici esportazione o al Servizio IV-Circolazione dei beni culturali della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

 


 

 

 

Come ottenere una licenza di importazione/esportazione

I permessi di importazione ed esportazione sono richiesti prima dell’arrivo in Dogana di animali, piante o parti e derivati; in mancanza di permesso gli esemplari sono confiscati e si incorre nei rigori della legge.

Come già indicato, l’Autorità di gestione preposta al rilascio di questi permessi è il Ministero dello Sviluppo economico-Direzione Generale per la Politica commerciale internazionale - Divisione II - CITES.

I permessi di importazione e di esportazione sono necessari per autorizzare il commercio di specie CITES con Paesi non appartenenti all’Unione Europea(1).
Per le domande dei permessi è richiesta la presentazione di appositi moduli che possono essere consegnati direttamente all’Ufficio accettazione e spedizione corrispondenza del Ministero (UASC) (vedi Modulistica),  oppure inviati all’Ufficio per posta in formato cartaceo, o per posta certificata, o via telefax (vedi Contatti), allegando, in tutti i casi, la copia di un documento valido d'identità del richiedente (legale rappresentante in caso di impresa).

I moduli vanno compilati e firmati dal richiedente e devono indicare con esattezza il nome scientifico (in latino) e comune dell’esemplare che interessa. In caso di difficoltà, consultare gli allegati del Regolamento (UE) 1320/2014(2), oppure contattare l’Ufficio (vedi Contatti).
Inoltre, è richiesto il versamento dell’importo di € 15,49 per il rilascio di ciascun permesso che può riguardare un massimo di tre specie (non esemplari) (vedi Modalità di pagamento del diritto speciale di prelievo).

I moduli, debitamente sottoscritti, sono corredati, per le importazioni, della copia(3) (non il documento originale) del permesso/certificato CITES emesso dal Paese Terzo. Per le esportazioni, invece, deve essere allegato un documento che provi che gli esemplari sono stati acquisiti legalmente (ad esempio, fattura per esemplari di allegato B di origine UE, certificato UE di nascita in cattività o riproduzione artificiale, cessione a fini CITES. Nel caso di esportazione di beni di valore storico-artistico e di strumenti musicali si veda anche l’apposita sezione).

Alle domande import/export è necessario allegare, infine, l’attestazione originale del versamento di € 15,49 tramite bollettino postale, oppure la nota di eseguito del bonifico bancario o postale (vedi Modalità di pagamento del diritto speciale di prelievo).

Qualora la licenza di importazione non venisse utilizzata nel periodo di validità (un anno), la medesima deve essere restituita al Ministero dello Sviluppo economico. La stessa norma vige per le licenze di esportazione scadute o inutilizzate (periodo di validità 6 mesi).

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(1) In caso di ri-esportazione di esemplari CITES dall’Italia, verso un Paese estero non appartenente all’Unione europea, precedentemente importati in territorio nazionale, la relativa richiesta di certificato va presentata al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Corpo Forestale dello Stato-Servizio CITES

(2) alcune specie di fauna, anche se comprese negli Allegati del Regolamento UE, non possono essere introdotte nel nostro Paese (vedi Normativa italiana di riferimento). La Convenzione e il Regolamento comunitario consentono ad ogni Stato Membro l’adozione di misure più restrittive anche in ordine alla detenzione di animali vivi.

(3)  il documento originale del permesso/certificato CITES emesso dal Paese esportatore deve essere presentato in Dogana congiuntamente al permesso di importazione in Italia.

 


 

Modalità di pagamento del diritto speciale di prelievo

Sono indicate, di seguito, le modalità di pagamento del diritto speciale di prelievo (dsp) di 15,49 euro, dovuto per ciascun permesso richiesto (fino a tre specie) di importazione o di esportazione, e la documentazione dell’avvenuto pagamento da presentare insieme alla domanda e ai relativi allegati.

Pagamento mediante bollettino postale Mod. ch-8-ter, sul conto corrente n. 10178010 intestato a Tesoreria di Stato di Viterbo L. 59 13/3/93 Fauna e Flora Direz. Prot. Natura
Causale: D.M. Ambiente 28/5/93 (e i dati specificati di seguito)

  • per la richiesta di un unico permesso di importazione è sufficiente presentare l’attestazione originale di pagamento del bollettino, indicando nella causale anche il nome dell’importatore, nonché Paese e numero del/dei permesso/i  di esportazione/certificato di ri-esportazione estero/i;
  • per la richiesta di più permessi di importazione presentati nello stesso giorno è anche possibile fornire, anziché singole attestazioni, la distinta dei documenti Cites di esportazione esteri di riferimento, con le relative copie, l’attestazione originale di pagamento cumulativo e le relative copie. Nella causale del bollettino sono indicati anche il nome dell’importatore e il numero dei permessi richiesti;
  • per la domanda di un unico permesso di esportazione è necessario presentare l’attestazione originale di pagamento che riporti, nella causale, il nome dell’esportatore, la tipologia degli esemplari (ad esempio, caviale, animali vivi, campioni biologici, ecc), il paese di destinazione e il nome dell’importatore estero;
  • per la richiesta di più permessi di esportazione presentati nello stesso giorno è necessario fornire una distinta, con le relative copie, dove sono indicati la tipologia degli esemplari, i relativi paesi di destinazione e i nomi degli importatori esteri, nonché l’attestazione originale, e relative copie, del bollettino di pagamento cumulativo che riporti nella causale anche il nome dell’esportatore e il numero dei permessi richiesti.

 

Pagamento mediante bonifico bancario o postale, i cui riferimenti sono:

TESORERIA DI STATO DI VITERBO – (Via G. Marconi, 26 – 01100 Viterbo – Italia)
IBAN: IT59J0760103200000010178010
SWIFT: BPPIITRR (lo Swift è relativo a Poste Italiane SpA, utile per chi dispone il bonifico dall’estero)
Causale: DM Ambiente 28/5/93 (e i dati che si segnalano di seguito)

  • per la richiesta di un unico permesso di importazione è sufficiente presentare la nota di eseguito del bonifico, attestante l’avvenuto versamento da parte dell’importatore e indicare nella causale anche Paese e numero del/dei permesso/i  di esportazione/certificato di ri-esportazione estero/i;
  • per la richiesta di più permessi di importazione presentati nello stesso giorno è anche possibile presentare, anziché singole note di eseguito, la distinta dei  documenti Cites di esportazione esteri di riferimento con le relative copie, insieme alla nota di eseguito del bonifico cumulativo e relative copie. Il bonifico riporta nella causale anche il nome dell’importatore e il numero dei permessi richiesti;
  • per la domanda di un unico permesso di esportazione, la nota di eseguito del bonifico riporta, nella causale, anche il nome dell’esportatore, la tipologia degli esemplari (ad esempio, caviale, animali vivi, campioni biologici, ecc), il paese di destinazione e il nome dell’importatore estero;
  • per la richiesta di più permessi di esportazione presentati nello stesso giorno è necessario fornire la nota di eseguito di un bonifico cumulativo, e relative copie, dove sono riportati, nella causale, anche il nome dell’esportatore e il numero dei permessi richiesti, nonché la distinta, con le relative copie, dove sono specificati la tipologia degli esemplari, i relativi paesi di destinazione e i nomi degli importatori esteri.

 

 


 

 

Consigli ai viaggiatori

 

Se siete interessati all’acquisto di souvenir esotici all’estero, prima di partire dall’Italia richiedete, se necessario, le opportune informazioni al Ministero dell’Ambiente o al Ministero dello Sviluppo economico o al Ministero delle Politiche agricole e forestali-Corpo Forestale dello Stato. In ogni caso è bene consultare il Regolamento (UE) 1320/2014 per le opportune verifiche.

Non è necessario presentare alcun documento CITES per introdurre nell'Unione eurpea, al proprio seguito, ovvero facenti parte del proprio bagaglio personale, le seguenti specie di allegato B:

  • Caviale della specie di storione (Acipenseriformes spp.), etichettato, fino a un massimo di 125 grammi a persona
  • "Bastoni della pioggia" di Cactacee spp. fino a un massimo di tre per persona
  • Esemplari morti lavorati di Crocodylia spp. (esclusa la carne e i trofei di caccia) fino ad un massimo di quattro per persona
  • Conchiglie Strombus gigas fino a un massimo di tre per persona
  • Hippocampus spp. fino a un massimo di quattro esemplari morti per persona
  • Conchiglie di Tridacnidae spp. fino a tre esemplari per persona di peso complessivo non superiore a tre kg., dove per esemplare si intende una conchiglia intera o due metà corrispondenti
  • Esemplari di legno di agar (Aquilaria spp. e Gyrinops spp.) - fino a 1 kg. di trucioli, 24 ml. di olio e due fili di grani o rosari (oppure due collane o braccialetti) per persona, complessivamente.

 


 

Modulistica

 

Le richieste di permessi import/export CITES vanno indirizzate a:

Ministero dello Sviluppo economico
Direzione Generale per la Politica commerciale internazionale
Div. II – Settore agroalimentare e CITES
Viale Boston, 25
00144 Roma

Le istanze possono essere presentate anche direttamente all’UASC (Ufficio accettazione spedizione corrispondenza).
L’ufficio, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, provvede anche alla consegna degli atti e provvedimenti adottati dall’Amministrazione.

In caso di ritiro del permesso presso l'UASC del Ministero da parte del titolare (o di un corriere munito di delega), si raccomanda al richiedente di contattare preventivamente l’Ufficio CITES per verificare l’avvenuto rilascio del permesso.

In questa sezione l'utente trova i vari moduli di richiesta dei permessi.

Prima di compilare i Moduli n.1 e n.2, si raccomanda di leggere attentamente il foglio Istruzioni e Spiegazioni

 


 

Contatti

Il Dirigente: dr.ssa ANNA FLAVIA PASCARELLI

Per informazioni e approfondimenti si può contattare l’Ufficio telefonicamente, via telefax o via e-mail:

Tel. 06 59932253
Tel. 06 59932238
Tel. 06 59932555
Tel. 06 59932164
Fax: 06 59932464
E-mail: cites@mise.gov.it

Posta Certificata: cites@pec.mise.gov.it

Centralino Ministero: 06 59931

 


 

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