Accordo commerciale UE - Canada (CETA)

Cosa è il CETA

Il Ceta è l'Accordo economico e commerciale tra l'UE e il Canada. Approvato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio 2017, entrerà pienamente in vigore soltanto a seguito della ratifica di tutti gli Stati Membri dell'UE.

Il Parlamento italiano è attualmente impegnato alla Camera nella discussione della legge di ratifica, dopo aver sentito, in un ampio ciclo di audizioni, produttori, imprese, agricoltori, sindacati, e associazioni dei consumatori e della società civile.

L'accordo commerciale comprende disposizioni vincolanti sul mantenimento di elevati standard ambientali e sociali, la più ampia liberalizzazione di linee tariffarie nella storia dei negoziati commerciali dell’UE, oltre alla liberalizzazione di importanti settori dell’economia tra cui i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, nonché l’abbattimento delle barriere non tariffarie e la tutela della proprietà intellettuale.

Stimolando gli scambi, il CETA creerà posti di lavoro e nuove opportunità per le imprese. Contribuirà inoltre ad apportare benefici per i consumatori, mantenendo bassi i prezzi e offrendo una scelta più ampia di prodotti di qualità. Il Canada è un grande mercato per le esportazioni italiane e un paese ricco di risorse naturali di cui abbiamo bisogno.

Il CETA, inoltre, è innovativo. Non si limita ad eliminare i dazi doganali, ma tiene pienamente conto delle persone e dell'ambiente. Così facendo crea un nuovo modello di riferimento globale per i futuri accordi commerciali: la garanzia che crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell'ambiente vadano di pari passo. 

Scheda

Il CETA sul sito della Commissione europea: approfondimenti, video e documenti

Cosa prevede l'Accordo

Imprese

  • eliminerà i dazi doganali riducendo i costi per gli esportatori dell'UE
  • contribuirà a rendere le piccole e medie imprese italiane più competitive in Canada
  • renderà più facile per le aziende italiane partecipare agli appalti pubblici in Canada, offrire servizi, esportare prodotti alimentari e bevande Made in Italy
  • creerà condizioni prevedibili per gli investitori sia dell'UE che del Canada
  • renderà più facile per le imprese Canadesi investire in italia

Consumatori e lavoratori

  • proteggerà i prodotti alimentari e le bevande tradizionali (le cosiddette indicazioni geografiche) dalla contraffazione garantendone qualità e sicurezza 
  • tutelerà i diritti dei lavoratori e l'ambiente
  • renderà più facile lavorare in Canada e consentirà il reciproco riconoscimento di alcune qualifiche
  • aiuterà le industrie creative, gli innovatori e gli artisti europei 

Quali sono i vantaggi per il nostro Paese

Più Export

Il CETA favorirà le imprese europee grazie all'eliminazione del 99% dei dazi (imposte) che devono pagare alle dogane canadesi. Lo stesso varrà per le imprese canadesi che esportano verso l'UE.

Noi siamo esportatori netti: l'Italia ha solo da guadagnare dalla soppressione o dalla riduzione dei dazi doganali con il Canada.
Già oggi la bilancia commerciale bilaterale tra Italia e Canada è positiva: l’Italia è l'ottavo fornitore del Canada con un volume di interscambio bilaterale di oltre 5 miliardi di Euro nel 2016, esportazioni per 3,7 miliardi di euro e un saldo positivo di 2,2 miliardi di euro.

Cosa esportiamo principalmente?

  • macchinari industriali (1 miliardo di export e dazi fino al 9,5%)
  • mobili (anche qui il 9,5% e 128 milioni di export), calzature (dazi al 20%), prodotti in pelle (50 milioni di export, dazi fino al 13%)
  • agroalimentare: vino (300 milioni di export e dazi fino ai 7 centesimi al litro), pasta (fino all’8,5%), cioccolata (fino al 6%), pomodori (fino all’11,5%), acque minerali (esportazioni 39 milioni di euro, dazi 11%)

Prezzi più bassi sull'import

L'apertura dei mercati può contribuire a mantenere bassi i prezzi, offrendo ai consumatori una scelta più ampia.
Il libero scambio non implica tuttavia un abbassamento o una modifica degli standard dell'UE che tutelano la salute e la sicurezza dei cittadini, i diritti sociali, i diritti dei consumatori e l'ambiente.
Le importazioni dal Canada dovranno continuare a essere conformi a tutta la regolamentazione e a tutte le disposizioni dell'UE in materia di prodotti, senza alcuna eccezione.
Pertanto, il CETA non modificherà il modo in cui l'Unione europea disciplina la sicurezza alimentare, compresi gli OGM o il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni.

Più sicurezza alimentare

L'accordo non indebolirà né modificherà la legislazione dell'UE nei settori regolamentati (sicurezza alimentare, sicurezza dei prodotti, protezione dei consumatori, salute, ambiente). Tutte le importazioni dal Canada dovranno quindi soddisfare le norme e i regolamenti dell'UE in materia di prodotti – senza eccezioni.

L’UE continuerà a tutelare gli agricoltori europei attraverso l’utilizzo dei tradizionali sistemi, tra cui quello dei prezzi soglia per frutta e verdura, e tutte le importazioni dal Canada dovranno conformarsi agli standard UE in materia di sicurezza alimentare, compresa la legislazione sugli OGM, la normativa sull’impiego di ormoni e antibiotici nella produzione alimentare. Verrà inoltre mantenuto il principio di precauzione.

Nessuna invasione di prodotti canadesi sul nostro mercato ma una reciprocità tra le quote dei prodotti importati e esportati, oltre alla previsione di contingenti limitati per alcuni prodotti sensibili quali le carni bovine, suine e il granturco dolce, per l'UE, e per i prodotti lattiero-caseari, per il Canada.

L'Accordo aiuta a contrastare la contraffazione (il cd. italian sounding) grazie al riconoscimento delle delle Indicazioni geografiche (IIGG) europee: sono 143 le indicazioni geografiche di provenienza tutelate, di cui 41 italiane.
Fra queste figurano, tra l'altro:

  • tre prosciutti (Prosciutto di Parma, San Daniele e Toscano): significa che il Prosciutto di Parma potrà finalmente entrare ed essere commercializzato sul mercato canadese con il suo marchio, dopo 40 anni di commercializzazione con la denominazione di “Original Prosciutto”
  • il Parmigiano Reggiano, l'Asiago, la Fontina, il Gorgonzola per cui vale l'obbligo di origine da indicare sull’etichetta in modo chiaro e visibile.
  • l'aceto balsamico di Modena

Con tale misura non sarà più possibile per le aziende canadesi fare uso sulle confezioni dei prodotti alimentari, come il Parmesan, di immagini che facciano esplicito o indiretto riferimento all'Italia.
Inoltre, la lista di indicazioni geografiche è una lista aperta, con la possibilità, quindi, di eventuali inclusioni future per ulteriori doc/dop/igp.

Più spazio per il made in italy: prodotti, servizi e creatività 

Il CETA contribuirà a ridurre i costi per le imprese dell'UE che esportano verso il Canada, in particolare quelle di minori dimensioni, non solo attraverso i dazi ma grazie ai certificati di valutazione della conformità, e aprirà nuovi mercati per servizi, appalti e industria creativa.

Nello specifico:

  • Diritti di proprietà intellettuale: oltre alle disposizioni su copyright, marchi, design, uno dei risultati principali riguarda il settore farmaceutico per il quale si è ottenuto un periodo di protezione supplementare dei brevetti in Canada di due anni. Inoltre, il Canada rafforzerà le misure di lotta all’ingresso di merci contraffatte per quanto concerne il marchio, merci usurpative per quanto concerne il diritto d'autore e merci contraffatte per quanto concerne l'indicazione geografica. Un altro capitolo cruciale del negoziato è stato quello delle regole di origine (RoO), soprattutto con riferimento al settore auto e tessile.
  • Appalti pubblici: le imprese dell'UE potranno presentare offerte per la fornitura di beni e servizi a livello federale, provinciale e municipale, divenendo le prime imprese non canadesi a poterlo fare. I settori in cui l’Italia può beneficiare di un accesso alle commesse pubbliche sono i materiali di trasporto e gli impianti di produzione elettrica.
    Il Canada ha anche accettato di rendere più trasparenti le procedure pubblicando tutti i bandi di gara in un unico sito web dedicato agli appalti: questo sarà di aiuto per le piccole imprese, per le quali il problema della reperibilità delle informazioni è uno dei principali ostacoli all'accesso ai mercati internazionali.
  • Servizi e investimenti: il CETA è di gran lunga l'accordo di più ampia portata mai concluso dall'UE, in quanto prevede la liberalizzazione di un ampio numero di settori, compresi i servizi finanziari, i servizi marittimi, le telecomunicazioni, l’e-commerce e i servizi postali. Attualmente l’Italia esporta servizi verso il Canada per 1,4 miliardi di euro, principalmente sotto forma di servizi assicurativi e pensionistici, telecomunicazioni e servizi di ingegneria. Il CETA non riguarda i servizi pubblici (i.e. approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione), pertanto:
    1. gli Stati membri dell'UE potranno mantenere i monopoli di Stato
    2. l'accordo non obbliga i governi a privatizzare o deregolamentare servizi pubblici come l'approvvigionamento idrico, la sanità o l'istruzione
    3. gli Stati membri dell'UE continueranno a essere in grado di decidere quali servizi intendono mantenere universali e pubblici e a poterli sovvenzionare. Nessuna disposizione del CETA impedisce ad un governo di revocare qualsiasi decisione di privatizzazione adottata.
  • Investimenti: oggi gli investimenti diretti esteri italiani in Canada ammontano a 1,7 miliardi di euro. Le aziende italiane hanno notevoli interessi nei settori energetico, agroalimentare, automotive, manifatturiero, informatico. Gli IDE canadesi in Italia sono pari a 306 milioni di euro e, in prospettiva, potrebbero diventare una fonte di crescita e posti di lavoro.
  • Riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali (MRAs) regolamentate: architetti, contabili, ingegneri o avvocati vedranno riconosciuta la propria qualifica anche in Canada attraverso la negoziazione di accordi di settore.

Tutela l'indipendenza dell'Italia e promuove lo sviluppo sostenibile

Per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati in materia di investimenti l'Accordo prevede due organi giudicanti, il Tribunale permanente per gli investimenti e la Corte d’appello, composti da magistrati nominati dalle parti. Le imprese, a certe condizioni, possono chiamare in giudizio i Governi, chiedendo danni per misure che comportino indebite discriminazioni, ma gli Stati avranno sempre la possibilità di prendere delle misure ragionevoli per garantire l’integrità e la stabilità del loro sistema finanziario o per delle ragioni prudenziali.

Nel quadro del CETA, l'UE e il Canada ribadiscono il loro impegno a favore dello sviluppo sostenibile. Gli scambi e gli investimenti devono promuovere la protezione dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, e non andare a loro discapito: osservanza delle norme internazionali in materia di diritti dei lavoratori (Convenzioni ILO) e di protezione dell'ambiente (MEAs) sono i pilastri dell'Accordo. 

Opportunità

Il CETA come opportunità per le imprese: domande e risposte sul nuovo accordo commerciale

Notizie e comunicati

 

Per maggiori informazioni

 

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Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2017

 


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