Il ministro Calenda agli industriali «Così le aziende possono crescere». Intervista a La Provincia di Cremona

Martedì, 11 Ottobre 2016

«Puntiamo sulla internazionalizzazione e sull`innovazione. Le caratteristiche delle imprese cremonesi si sposano con le nostre linee strategiche. Se la Costituzione fosse già riformata avremmo già la legge sulla concorrenza»


Oggi alle 10 la Coim di Offanengo apre le porte all`Associazione industriali, che celebra l`assemblea ordinaria annuale con due ospiti d`eccezione, il presidente confederale Vincenzo Boccia e il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda. Ad accoglierli il presidente Umberto Cabini.

Signor ministro, gli imprenditori invocano da tempo la legge sulla concorrenza.
«Il ddl Concorrenza è stato approvato in via definitiva dalla Camera ed è attualmente in discussione al Senato. Siamo determinati a raggiungere il via libera definitivo al provvedimento entro la fine dell`anno. Credo tuttavia che il percorso accidentato di questo disegno di legge sia una dimostrazione più che eloquente di quanto sia necessario velocizzare il percorso di approvazione delle norme nel nostro Paese, come gli italiani potranno decidere votando Sì al referendum del 4 dicembre. Se fosse già stata approvata la riforma costituzionale, il ddl Con correnza sarebbe legge dal settembre 2015».

Quali benefici produrrà questa normativa alle imprese ?
«Il ddl interviene su diversi settori: le assicurazioni, la telefonia, l`energia, le farmacie, le professioni, i servizi postali e bancari... La logica di fondo dell`intero provvedimento è duplice: dal lato dell`offerta vogliamo rimuovere barriere all`ingresso di nuovi operatori, dal lato della domanda vogliamo stimolare la mobilità dei consumatori anche accrescendo trasparenza e informazione. Tutti gli studi ci dicono che la scarsa concorrenza è una delle cause della nostra bassa crescita: con questo provvedimento intendiamo aumentare gli spazi di libertà economica e dunque di crescita».

Quali sono le specificità economiche sulle quali deve puntare la nostra provincia?
«La realtà cremonese si distingue soprattutto per la sua forte vocazione agricola e per la presenza di una forte agroindustria. Al settore agricolo afferisce circa il 14 per cento delle imprese del territorio e si deve il 6 per cento del valore aggiunto a livello provinciale (contro circa l'1,1 per cento a livello regionale). Anche l`artigianato rappresenta una componete importante della vostra economia. Un dato incoraggiate è quello del crescente livello di internazionalizzazione delle imprese cremonesi, Questa caratteristiche si sposano molto bene con due linee strategiche del mio ministero. La prima è quella dell`innovazione, che è alla base di Industria 4.0, che ha al centro un pacchetto di misure fiscali che valgono 13 miliardi di euro che mettiamo a disposizione delle imprese che investono e innovano, con particolare riferimento alla digitalizzazione dei loro processi produttivi. La seconda è la nostra politica a sostegno dell`internazionalizzazione attuata col Piano straordinario `Made in Italy` e che vede l'agroalimentare quale primo settore per investimento».

CremonaFiere è un`eccellenza del sistema fieristico lombardo. Come la sostenete?
«Nel Piano straordinario 2016 di Ice Agenzia è stato previsto uno specifico supporto a Cremona Mondo Musicae alle Fiere Zootecniche Internazionali per un importo complessivo di 200.000 euro. Viene in questo modo riconosciuto il valore delle due manifestazioni come leader in Italia e nel mondo nei rispettivi settori. Contiamo sul fatto che il supporto del ministero e l`apporto operativo di Ice soprattutto per quanto riguarda il lavoro di attrazione di "buyers" internazionali possano in futuro aiutare entrambe le realtà a crescere ulteriormente».

Il progetto 4.0 innescherà la quinta rivoluzione industriale. Quali effetti produrrà?
«Industria 4.0 è un pacchetto di misure tese a spingere le imprese italiane a cogliere le opportunità dei grandi cambiamenti che stanno investendo le metodologie produttive e i rapporti produttore-consumatore a livello globale. I principali provvedimenti sono misure di sostegno agli investimenti (la proroga del super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali e l`introduzione dell` iper ammortamento per i beni 4.0) e il forte supporto alla ricerca e sviluppo, con l`estensione del bonus già esistente al 50 per cento dell`investimento fino a un tetto di 20 milioni. Poi c`è la scommessa sulla formazione».

I detrattori stimano che questo progetto cancellerà 5 milioni di posti di lavoro.
«L`innovazione non cancella i posti di lavoro ma cambia i paradigmi del lavoro: se ci facciamo trovare preparati, la digitalizzazione rappresenta un`opportunità straordinaria per un paese il cui tessuto economico si fonda sulle piccole e medie imprese. Possiamo finalmente dare a queste realtà l`occasione di crescere, espandersi e valorizzare il loro modello di business basato su flessibilità e reattività. Se però ci tappiamo gli occhi di fronte al cambiamento, o peggio tentiamo di contrastarlo, ne finiremo travolti».

Abbiamo fatto un mito della globalizzazione e oggi ne paghiamole conseguenze.
«La globalizzazione ha portato un miliardo di persone fuori dalla povertà assoluta e ha consentito di aumentare le nostre esportazioni fino al valore record di 414 miliardi dello scorso anno. Ma non è stata un processo indolore, perché accanto ai vincenti ci sono anche molti perdenti: tutti coloro la cui occupazione è stata spiazzata dalla competizione internazionale. Le economie avanzate hanno fatto l`errore di accettare regole asimmetriche, che hanno visto una grande aperture dei nostri mercati a fronte di un protezionismo mai tramontato nei paesi emergenti. Oggi questo schema non può più proseguire, e non a caso le tentazioni protezionistiche tornano ovunque, come si vede seguendo per esempio il dibattito americano. Io credo che il protezionismo sia la risposta sbagliata ma che al tempo stesso dobbiamo riprendere il timone della globalizzazione».

Come?
«In primis contrastando i comportamenti scorretti delle economie emergenti: è per questo che l`Italia è il Paese europeo che chiede con più convinzione di negare lo status di economia di mercato alla Cina. Secondariamente, tornando protagonisti del processo e scrivendo noi le regole dei mercati globali: è la scommessa del TTIP».

Lei invita le imprese estere a investire in Italia dove i lavoratori specializzati sono pagati meno rispetto alla media europea.
«Come tutti gli altri Paesi avanzati, a partire da Germania e Uk, abbiamo inserito nella brochure `Invest in Italy` il dato relativo alla qualità e al costo dei nostri ingegneri. Se vogliamo che siano pagati di più dobbiamo aumentare la domanda e gli investimenti. Nascondere un dato oggettivo che può incoraggiare questo processo mi sembra non particolarmente saggio. Ciò premesso se gli ingegneri dovessero sentire in qualche modo lesa la loro dignità cancelleremo il dato dalla brochure» .

Di recente lei ha denunciato l`assurdità del fiscal compact...
«La partita del futuro si gioca su investimenti e governance. il fiscal compact limita la possibilità di affrontare le strade competitive ed economiche che abbiamo davanti. Solo con un `New Deal` europeo sconfiggeremo la paura del futuro che minacciale democrazie del continente».

 

Testata: La Provincia di Cremona
Autore: Vittorio Zanolli
Data: 11 ottobre 2016


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