Mise: "Su accordo Embraco gravi affermazioni Fim Torino. Si attendono chiarimenti"

Mercoledì, 07 Marzo 2018

Le affermazioni del segretario Fim di Torino Claudio Chiarle sul caso Embraco sono gravissime nei toni, nei contenuti e completamente sbagliate nel merito. L’accordo è stato liberamente sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali ed è ben conosciuto dai lavoratori ai quali il Ministro Carlo Calenda lo ha spiegato personalmente anche ieri nel corso di un’Assemblea nello stabilimento di Riva di Chieri, tenuta due giorni dopo la data delle elezioni.

Nessuna pressione è stata esercitata se non sull’azienda per ottenere un risultato che è migliorativo sotto ogni punto di vista rispetto a quello avanzato dall’azienda e giudicato irricevibile da Governo e Sindacati.

L’impegno di Invitalia è sancito nell’ultimo paragrafo dell’accordo e rafforzato dal varo, a tempo di record, di un fondo anti-delocalizzazione che consentirà ad Invitalia in caso di mancata reindustrializzazione entro il 2018 di fare una proposta ad Embraco per rilevare lo stabilimento.

Tali dichiarazioni della Fim di Torino sono tanto più sorprendenti in quanto il segretario nazionale FIM-CISL Nicola Alberta aveva definito l’accordo “un risultato importante che scongiura i licenziamenti e tutela il lavoro”  mentre il segretario confederale CISL Angelo Colombini aveva considerato “positiva la mediazione del governo”.

Data quindi  la gravità del comunicato del segretario Fim di Torino il Ministero dello Sviluppo economico attende un chiarimento da parte della segreteria nazionale Fim o l’eventuale disdetta dell’adesione della FIM stessa al protocollo siglato.



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