Verbale di incontro - Vapor

In data 29 Novembre 2017 si è tenuto un incontro relativo alla situazione Vapor. Alla riunione erano presenti la Dr.ssa Gatta del Mise, il Dr. Ferrari della Regione Emilia Romagna, l’Assessore Gregorio Schenetti del Comune di Sassuolo i Rappresentanti di Vapor Ing Guido Lo Faso, Dott.ssa Simona Cafarelli e Dr. Andrea Gatti assititi da Confindustria Emilia Romagna area Centro, le OOSS nazionali e territoriali di Fim e Fiom, nonché le RSU.

L’Azienda ha deciso di chiudere la parte produttiva della Vapor di Sassuolo mantenendo la parte Service, avviando così la procedura di licenziamento collettivo in data 18 Ottobre u.s. (verificare data) per 30 dei 50 dipendenti Vapor.

Le OOSS, Regione Emilia Romagna e Mise, hanno chiesto di rivedere questa decisione, od almeno sospendere i termini della procedura di licenziamento collettivo per effettuare una verifica sulle opportunità che possono esistere a livello regionale e nazionale al fine di evitare la chiusura della parte produttiva con il solo mantenimento delle attività di “service”.
A questo proposito il Mise ha comunicato la propria disponibilità ad inviare una comunicazione alla multinazionale per invitarla a ripensare ed almeno sospendere la decisione, al fine di poter verificare insieme alle Istituzioni locali (Regione  e Comune) le opportunità  esistenti. 
    
L’azienda ha confermato di non essere intenzionata a sospendere la procedura. Le OOSS e le Istituzioni presenti, hanno stigmatizzato questa decisione. L’Azienda ha comunque comunicato che ci sono delle posizioni ulteriori sul service e che ci sono degli incentivi all’esodo.
 
Successivamente, a seguito del netto rifiuto da parte dell’Azienda di verificare questa ipotesi, le Istituzioni (Mise, Regione e Comune) e le OOSS hanno chiesto di poter avere tempo ulteriore e quindi procrastinare il ridimensionamento del sito, al fine di poter verificare ipotesi ulteriori di reindustrializzazione e ricollocazione dei lavoratori. Il Mise ha infatti evidenziato che ci potrebbero essere i termini per un accordo, attraverso quanto l’azienda avrebbe dichiarato di mettere a disposizione,  ovvero uscite incentivate e ricollocazione di una parte del personale, attraverso la formazione, nelle attività di “service” che rimarrebbero sul sito. Non è infatti indifferente che la procedura, che proseguirà in sede locale (presso la Regione Emilia
Romagna)  per la fase amministrativa, si concluda con un accordo che eviti licenziamenti come auspicato del Mise e dalle Istituzioni presenti.  
Il Mise ha anche chiesto alle parti di mantenere le  “bocce ferme” ed alle OOSS di sospendere lo sciopero.

Le OO.SS hanno dichiarato la possibilità di sospendere le iniziative solo qualora ci sia da parte aziendale la disponibilità a sospendere gli effetti della procedura di licenziamento collettivo e di aprire un confronto serio sulle soluzioni da condividere.

La Regione Emilia Romagna si è molto impegnata presso l’Azienda per convincerla a  mantenere lo stabilimento aperto anche dopo la data prevista dalla procedura per l’invio delle lettere di licenziamento.  

La riunione si è chiusa comunque con una distanza tra le parti in quanto le OOSS avrebbero dato la disponibilità a pervenire ad un Accordo purché l’azienda accetti di creare una tempistica di uscita del numero di lavoratori in esubero che coinvolga tutto il 2018 attraverso il licenziamento su base esclusivamente volontaria ed incentivata. Le OO.SS hanno altresì dato la disponibilità ad aprire un confronto per ricercare un ammortizzatore sociale conservativo che accompagni il percorso  nel 2018. l’Azienda non ha accettato di procrastinare il ridimensionamento come richiesto dalle OOSS, ma avrebbe dato unicamente la propria disponibilità a ritardare i licenziamenti entro il primo bimestre del 2018 secondo le sue esigenze tecnico-produttive.

Il tavolo proseguirà presso la sua sede naturale, nell’ambito della fase amministrativa,  sperando che si individui un accordo teso ad evitare strumenti traumatici per i lavoratori.



Questa pagina ti è stata utile?

NO