Verbale di riunione - Carapelli

Documento: Verbale di riunione
Azienda: Carapelli S.p.A.
Settore: Agroalimentare
Occupati: 226 dipendenti
Data: 17 novembre 2016

 

Il 17 novembre 2016, presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è svolta la riunione riguardante le sedi italiane di Carapelli S.p.A. La riunione era presieduta da Giampietro Castano del Ministero dello Sviluppo Economico, erano presenti Chiara Cherubini per il Ministero dello Sviluppo Economico, Pietro Gasparri per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Fulvio Matone e Antonio Genova in rappresentanza della Regione Lombardia, Michele Beudò in rappresentanza della Regione Toscana, e il Sindaco di Inveruno Sara Bettinelli. Per la società Carapelli erano presenti il CEO Pierligi Tosato, il Direttore Risorse Umane Deoleo Fernanda Matoses, il Direttore delle Risorse Umane Carapelli Silvia Donnini, assistiti dall’avvocato della società Enrico Ceccarelli, nonché da Sandro Bonaceto, Direttore Confindustria Firenze e Paola Fabbrini, responsabile area Relazioni Industriali Confindustria Firenze. Erano inoltre presenti i rappresentanti nazionali e territoriali di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil e della CGIL territoriale.

Il Dr. Castano ha introdotto la riunione comunicando che l’incontro è stato convocato a seguito della decisione della società di chiudere la sede produttiva di Inveruno, licenziando 98 dei 136 addetti, per i quali è stata avviata la procedura il 28 ottobre u.s. L’azienda avrebbe altresì deciso di mantenere operativa la direzione commerciale presso il sito di Inveruno con 38 addetti. Il Dr. Castano ha precisato che il Ministero dello Sviluppo Economico è contrario alla soluzione dei licenziamenti ed ha aperto il tavolo tecnico di confronto al fine di trovare il modo meno traumatico possibile di gestire la situazione difficile determinatasi ad Inveruno.

Il Dr. Tosato ha spiegato che la decisione della società di chiudere il sito produttivo di Inveruno è stata dettata dalle contingenza economica particolarmente svantaggiosa nell’ultimo periodo in tutto il settore e che ha portato alla perdita di considerevoli quote di mercato e al dimezzamento del fatturato con ingenti perdite. L’azienda ha cercato di evitare la chiusura e i licenziamenti, ma la crisi del settore ha causato una notevole overcapacity degli impianti produttivi di tutto il Gruppo per cui è già stato venduto uno stabilimento in Spagna.

Il Dr. Castano ha chiesto all’azienda di trovare soluzioni alternative alla cessazione delle attività e ai licenziamenti. Prendendo atto della dichiarazione aziendale che le condizioni del mercato sono avverse, che la capacità produttiva dello stabilimento di Inveruno è in eccesso e che è stato compiuto ogni sforzo per evitarne la chiusura, il Dr. Castano ha chiesto all’azienda di prendere in considerazione l’ipotesi della continuità produttiva pensando ad una sua riconversione anche con l’aiuto di investitori interessati a rilevarlo. Il MiSE può svolgere un ruolo di supporto nella ricerca di investitori e progetti di riconversione, coadiuvato dalle istituzioni regionali e dal lavoro di società specializzate. Il Dr. Castano ha puntualizzato che il tempo necessario a mettere in campo operazioni di reindustializzazione di Iveruno è maggiore del tempo della procedura di mobilità ed ha quindi invitato l’azienda ad utilizzare tutti gli strumenti di legge utili a guadagnare il tempo indispensabile alle verifiche .

Il Dr. Matone e il Dr. Beudò, a nome rispettivamente della Regione Lombardia e della Regione Toscana hanno dichiarato la contrarietà ai licenziamenti e la disponibilità a lavorare congiuntamente per trovare soluzioni alternative, nella ricerca di investitori e nel supporto di progetti industriali di rilancio.

Il Dr. Gasparri ha dichiarato di associarsi a nome del MiPAAF alla posizione del MiSE e ha ricordato l’importanza del salvataggio della produzione italiana di un marchio storico come Carapelli Firenze.

Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto all’azienda di trovare soluzioni alternative utilizzando gli strumenti di legge disponibili e sospendere la decisione di chiusura cercando le condizioni per far ripartire o riconvertire una realtà produttiva che ha impianti moderni, una grande capacità produttiva e che occupa una posizione geograficamente strategica. Le OO.SS. hanno inoltre denunciato la mancanza di un piano industriale da parte dell’azienda su Inveruno da quattro anni.

Il Sindaco di Inveruno si è associata alla richiesta di ricerca di soluzioni alternative utilizzando gli strumenti e il tempo necessari a far ripartire un sito produttivo presente da decenni nel territorio e anche per scongiurare l’insostenibile impatto sociale che ne deriverebbe.

L’azienda ha ribadito che sono state intraprese azioni di scouting in passato che sono tuttora in corso e di aver riscontrato lo scarso interesse del mercato. Ha inoltre dichiarato che, pur non essendoci pregiudiziali verso la ricerca di soluzioni di continuità produttiva per il sito di Inveruno, la crisi che ha investito il settore impone all’azienda azioni si salvataggio nel breve periodo per salvaguardarne la sopravvivenza.

Il Dr. Castano ha concluso l’incontro ribadendo che il MiSE è disponibile a fare verifiche congiunte del lavoro svolto finora dall’azienda di ricerca di investitori. Ha ricordato che il lavoro sinergico con tutte le parti sociali e delle istituzioni coinvolte avrà l’obiettivo comune di salvare un bene industriale che è stato nel corso dei decenni valorizzato dalla collettività locale e nazionale con i cui interessi è imprescindibilmente legato. Il prossimo incontro del tavolo tecnico presso il MiSE si svolgerà il 28 novembre p.v.

 

 

 



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